mercoledì 8 giugno 2016

Contaminazione.

Voluta? Nonostante le possibili implicazioni? A La Venezia edificata XXII 35, 3 - 4 Giulio Strozzi scrive: "e porge alla bell'urna i cari amplessi, / come a tronco talor s'attorce un angue". Quel "talor" vuole riportare alla dimensione dell'accidente concreto, visibile nella quotidianità; eppure a bastone s'attorce un serpente in un caso; ad altro, quello d'araldo, in un secondo; ed ad un albero viene dipinto avviticchiato il "serpe antico": nel primo caso si tratta del bastone d'Esculapio, medico e dio pagano; nel secondo, dell'ermetico caduceo dell'araldo divino del padre degli uomini e degli dei; nel terzo, quel "vipero" fu fondamentale per il precipizio dell'umanità nel tempo: dunque ad alcuni avrà potuto parere riferimento non buono in una scena in cui viene invocato l'aiuto di San Pietro, data l'epoca di scrittura. Il solito problema dell'atto, in relazione a che tempo sia allorché si compone un testo.

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