lunedì 13 giugno 2016

Il problema.

In breve, mentre aspetto di approfondire. Il problema dell'oggettività del documento è che è sempre falsificabile; persino involontariamente (l'errore inizialmente è costitutivamente involontario; solo successivamente si è dovuto far spazio all'errore volontario, che è il falso). Se si ragiona in maniera essenzialista però - non è il mio caso; ma mi serve per chiarire la posizione - ogni errore, posto che esista una ed una sola verità, può essere definito falso in quanto non - vero (e si porrebbe la questione della contrarietà e della contradditorietà). Se poi si tiene conto, per usare un'espressione letta tempo fa, che non di ogni documento è possibile indicare un’esatta catena di anelli storici [...] che correli l’impiego di ogni nome ad un oggetto, persona etc., nel senso di indicare documenti inequevoci e senza vuoti nel loro susseguirsi - si noti esatta - si vede che molte realtà sociali, se intese in senso ristretto, non sono reali. Per anticipare qualcosa, non è questione di concludere che noi non abbiamo alcun rapporto con il mondo, bensì che nel nostro reale c'"è" un margine di errore ineliminabile. Poi dipende cosa noi vogliamo definire reale: se accettiamo questo margine di errore al punto che lo includiamo inconsciamente nel rapporto con il "fuori", allora quella che abbiamo davanti è senza dubbio la realtà. Altrimenti, noi abbiamo un rapporto con il mondo; ma, come noi affermiamo che questo tavolo ha quattro gambe ed è color magenta, un altro potrà affermare che il colore di quel tavolo sia fucsia. Nemmeno l'interpretante finale di Pierce corrisponde con l'integralità dell'oggetto in senso volgare. Ciò che noi chiamiamo realtà è ancora qualcosa quasi - perché poi è solo un esempio - biblico, ossia il nominare, tralasciando che poi i nomi essendo limitati non sono individuali. Non esiste un individuo John Smith, circolando in una città di lingua inglese e chiamando John Smith una volta sola restando fermo, potrebbe non voltarsi nessuno, uno solo, o potrebbero voltarsi quattordici persone. Qualcuno discuteva del valore "magico" del nome. Nominare serve a "gestire" il nostro essere immersi in ciò in cui siamo immersi.

Nessun commento:

Posta un commento