martedì 21 giugno 2016

Il prodigio.

Il miracolo della "disarmonicità" del Furioso è che, data l'imprevedibilità dei passaggi da un filo all'altro della trama (ma non solo, i livelli sono plurimi), particolarmente alla fine si rimane ammirati di fronte alla capacità dell'autore di restituire un'impressione di mobile equilibrio, con la mobilità come essenziale, in cui si illumina una armonia anche interna, della storia e di tutti gli elementi che concorrono alla sua formazione (riferirsi alla discussione teorica cinquecentesca sulla Poetica di Aristotele, circa la definizione di parte primaria e parte secondaria, con tutte le differenze che si presentano negli interpreti). Tenere in considerazione che non si tratta comunque di una Torre Solitaria, ma come bensì debbano essere inclusi nel conto della valutazione i precedenti grandi esempi (e taluni "piccoli") non solo italiani di entrelacement.

Nessun commento:

Posta un commento