venerdì 10 giugno 2016

Un atlante.

Esso è la strada perfetta per una completa eroica amplificazione. Dunque, nell'ottica di un certo Romanticismo, l'atlante dovrebbe essere fonte decisamente preferibile ad un qualsiasi testo narrativo precedente, per uno scritto originale; quello infatti intralcia il dovere dello scrittore di far divinamente emergere il romanzo (unica scrittura ormai davvero autorizzata ad essere oggetto d'esercizio di stesura) come creatura dall'impervia oscurità del Nulla che anche sarà. Tuttavia, 1°) una qualche fonte "storica" c'è sempre (anche un quadro ha tecnicamente una storia, una "rappresentazione temporale di fasi successive", come si può manualisticamente leggere, od anche solo una disposizione nello spazio su varii piani delle figure che articola la visione nel tempo, e quindi...); 2°) la riscrittura di una fonte letteraria essendo sempre in qualche misura un vertere, anche quando la letteratura di provenienza del modello sia la "propria", essa è anche variazione, che può doversi a volontà od errore; anzi, a volte l'errore è volontario. La ricchezza delle forme. Certo, Curtius definirebbe "medievale" l'equiparazione delle fonti, il che non rende impossibile praticare l'equiparazione anche come apposita strategia stilistica.

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