martedì 12 luglio 2016

Addizione a: “D'attorno alla pia 'ipocrisia' di Enea”.

Dove si trova scritto: "se è vero che il fondatore della gens Iulia è, proprio in rapporto ad Ettore, pietate prior (Aen. XI,291 - 92: "Ambo animis, ambo insignes prestantibus armis: / pietate prior"), è anche vero che si tratta, per quanto riguarda Ettore, di una rocca di Troia insigne per affetto verso i genitori, il figlio e la moglie (secondo l'ordine d'importanza dell'epoca), che proprio Ettore è il modello virgiliano di Enea, per questo aspetto". Si aggiunga: "pare poi naturale che, nel momento in cui si vuole conferire eccezionalità al protagonista, fondatore del più grande impero del mondo, del proprio poema – manifesto, esso protagonista appaia non poter essere 'secondo' all'eroe valorosissimo sconfitto del poema cui ci ispira e che si sfida – primo fra i tanti – nel suo tratto più memorabile, eroe appositamente presentato in avvio del poema ad investire il protagonista (benché il finale dell'Iliade lasci baluginare nella ferocia di Achille una pietà preconquista fors'anche motivata dall'ormai certa vittoria: ma potremmo limitarci al tratto fino a 'pietà', senza spingerci in troppo ardite ipotesi), e quindi dedurne che il brano di cui sopra sia conseguente rispetto sia alla più tradizionale autorappresentazione romana, sia alle esigenze generali dell'opera".

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