mercoledì 13 luglio 2016

De lectione (Provincialismo IV).

"Lettura, lectio, ōnis". Termine latino poi specializzatosi nel senso della lettura scolastica seguita da commento. Seguendo oggi lo sviluppo, il libro è divenuto come il mobile, un bene trasportabile ma meglio se monetizzabile, un pezzo d'arredamento più che di corredo, più che un oggetto a coronamento dell'umanità dell'uomo. Almeno, poiché gli editori italiani prendono a modello per un futuro salone del libro i saloni del mobile, appare quantomeno, che essi considerino il libro alla stregua del mobile, col che forse molte cose si spiegano. Che si scrivano libri sui mobili, siam d'accordo; persino possiamo concordare che affrontato in un certo modo, anche a prescindere dagli anelli (se, poi, il mobile è di legno), ogni mobile sia un libro. Decisamente però, i paralleli si francesamente arrestano, terminano qui; almeno per un umano in particolare. Questo, sebbene non si possa negare la variante mobilità del libro, anche se essa non è automobilità (d'altronde, a rigore, non ha affatto tale caratteristica la cosa quale è oggi antonomasticamente definita automobile). In fondo, se i libri fossero come i mobili effettivamente, ce ne sarebbe qualcuno, anche usato, indefettibilmente in ogni casa. Bisognerebbe emancipare il libro dall'obbligo. Scolastico: nel momento in cui 'libro' è ciò che sei costretto a comprare per compiere un obbligo, è la fine; quando l'obbligo è espletato, tutto quanto è parte del fardello approda, con gioia della maggioranza, al falò.

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