martedì 5 luglio 2016

La varietà.

Nell'individuo la varietà, la differenza, è discontinuità? O lo è piuttosto rapportato ad un gruppo? Ma se l'individuo ha un limite che lo separa da un altro individuo, questa separazione è un non - senso? Ma il mantenimento ed il rafforzamento dello specie non pare sia favorito dalla mescolanza delle singole differenze a formare una nuova differenza singola più forte? E l'accentuazione di uno stesso carattere non approda più che di frequente nell'incremento del danno e nella messa a rischio della sopravvivenza di un qualsiasi livello dell'albero linneano? Bisognerebbe ad esempio chiedersi perché ad un certo punto la "selezione naturale" si è così accentuatamente trasformata in "selezione umana" delle specie naturali. E, se insistiamo a troncare il legame fra uomo e natura, la selezione umana non si è esercitata e non si esercita pur ora solo sulle "specie naturali".

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