lunedì 25 luglio 2016

Nacque.

L'elideismo iniziò a nascere quando un bambino di otto anni aperse un fascicolo di una Divina Commedia a dispense nella quiete della propria casa senza averlo fatto per dovere: lì scoperse una lingua misteriosa e che la poesia non era solo strofette da mandare a memoria sui campi e sulle stagioni etc., ma versi sonori e relativamente lunghi, strofe un poco più complesse. Dunque esisteva una lingua italiana diversa da quella che sentiva, esisteva una diversa disposizione del discorso da quella che usava quotidianamente lui stesso. "Vide" gli angeli, i demoni, vide i dannati ed i santi; ma vide anche Cerbero ed il Minotauro, e là, scritta in piccolo, una spiegazione che parlava di passato, un passato da cui venivano quelle figure (il fascicolo conteneva incisioni) che alcuni definivano "false". Perciò la cultura è varia: la cultura italiana. Proseguendo gli studi, il confronto prima col latino e col greco, poi col francese e col provenzale. Il lessico dell'italiano, comprende, è debitore di ciascuna di tali lingue; e dell'arabo, e di vari dialetti germanici (ostrogoto, longobardo etc.) dello spagnolo, le cui parole ha perlopiù adattato a sé: di nuovo, l'italiano è un tesoro di varie pietre preziose dette parole che vengono da differenti tempi e luoghi. La metrica è travaso ed adattamento di versi e strofe di plurima provenienza, a volte assunte quasi così come sono, a volte più modificate: dunque una cultura che aveva già mostrato più di una complessità, ora ne manifestava un'altra, un grado in più, proprio come in una scala (il padre costruiva, risistemava case; quindi anche scale, ne aveva viste e percorse). Più gradi. Interessandosi di filosofia (a scuola, e quindi di filosofia prima di tutto greca) "a monte" del cristianesimo e per un certo periodo parallelamente all'affermarsi del postsocratismo monoteista nel Mediterraneo ed oltre, dato dov'era nato, si trova a comprendere che il fenomeno era caratterizzato, per dire, da una complessità e pluralità di proposte e di letture ben diverse da quelle di una legge di progressione verso la metafisica e l'Uno: complessità e molteplicità di cui possiamo ricostruire solo frammenti; si scopre che anche nel supposto compatto blocco postsocratico condizionato dalle religioni abramitiche le interpretazioni, benché la situazione storica fosse stata a lungo non delle più favorevoli - eufemisticamente parlando - alla tolleranza di opinioni non canoniche, furono comunque multiple in campo filosofico e religioso; giunge a concludere che nemmeno nel suo oggi il politeismo è morto nel mondo; la forma dell'aristotelismo in Europa occidentale non si spiega senza lo studio della tradizione islamica circa lo stesso soggetto, ed i problemi che pone; rileva una varietà di dottrine politiche, economiche ed oltre; che le geometrie sono più d'una; che la psicoanalisi e pressoché tutte le discipline sono divise in correnti, dottrine, orientamenti particolari che non solo si sostituiscono nel tempo e nello spazio, ma che confliggono e meno facilmente convivono nello stesso territorio e lungo il medesimo arco cronologico, senza che l'una riesca mai totalmente a cancellare l'altra; che si contaminano in varii modi. Scopre che per la maggior parte della storia i testi non sono stati sempre uguali a sé stessi, ma che hanno avuto varii testi che potevano essere ritenuti o definiti come erronei, ma anche tramandati come veri pure senza intenzioni falsificatorie: per l'appunto, più tradizioni anche di uno stesso testo. Questo colla filologia. Contemporaneamente e successivamente quindi, che l'errore è produttivo, come ci sono diversi errori in contemporanea, dato che fin troppo spesso le opinioni divengono fedi costrittive. Alla stessa maniera le singole civiltà nel loro insieme (diagrammi di Eulero - Venn) contengono elementi differenti diversamente coerenti, lungi dall'essere una liscia superficie uniforme senza grumi. Questo inestricabile intreccio multidisciplinare e policulturale (considerando come premessa che ogni cultura è essa stessa più culture) è la causa, il motivo, l'origine, è l'elideismo.

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