mercoledì 20 luglio 2016

Notazioni.

Quando, in uno scritto sulla cartografia geopolitica negli anni della seconda guerra mondiale, si osserva come regimi attenti alla propaganda non abbiano saputo sfruttare (secondo l'opinione degli estensori) le potenzialità della cartografia geopolitica, e si indicano come fallimenti le carte geopolitiche fasciste della serie I nostri fronti di guerra, o quelle naziste del Soldaten - Atlas, forse, e dico forse, non si tiene conto che una carta di propaganda durante la guerra non ha da essere troppo precisa, dare troppe informazioni sull'evolversi operativo dei combattimenti, altrimenti rischia che lo "eccesso" di precisione, la sovrabbondanza dei dettagli permetta una ricostruzione critica autonoma dello scenario e rilievi da evitare sul modo di condurre le operazioni, la formazione di una opinione contraria al regime su di un tema cruciale in un momento "inopportuno"; dunque l'imprecisione può ben essere voluta e ricercata, segnalare un fin troppo acuto interesse per la disciplina. Una cartografia di propaganda è programmaticamente tendenziosa, tanto più in una dittatura in guerra: è precisa dove ritiene sia utile esserlo, e volutamente imprecisa dove si considera che sia meglio non fornire troppe informazioni, anche quando la sua rappresentazione sia in linea di massima vicina alla "verità".

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