martedì 26 luglio 2016

Sarà necessario.

Prendere in mano autori inglesi mi ha sempre creato problemi, proprio perché sono vissuto ed ancora vivo in un'epoca dell'umanità in cui per l'opinione comune un anglosassone ha creato dal nulla, in grazia della sua eccezionale mente caratteristica peculiare dell'essere inglese, persino la sabbia, fin dalla notte dei tempi. Tale iperbole è ancora più accentuata in quella terra per molti aspetti ormai provincialotta che è detta Italia. La stessa sensazione di esclusiva nell'uso del cervello che alcuni avranno più volte avvertito in Italia ed in Europa col francese (il Misogallo alfieriano è solo l'esempio italico più famoso di "allergia" alla lingua ed alla cultura presente appena oltralpe: reazioni per quanto in alcuni casi ben scritte indubbiamente eccessive in risposta ad entusiasmi esagerati). Tuttavia, tempo (anni, decenni) fa, acquistai un poco per volta quasi l'opera omnia di Shakespeare (non tutta l'opera drammatica di Shakespeare; anzi con un occhio particolare verso la parte non - teatrale) perché lo scarto preventivo non è cosa buona e giusta; un paio di testi scenici di Marlowe, il Copperfield ed altro. In questo anno massacrante del quarto centenario della morte di Shakespeare, un povero lettore può pure tentare di tenere la bocca chiusa, e dedicarsi apposta tutt'altro. Ma poi qualcuno legge un articolo sulla traduzione della riscrittura d'autore del Mercante di Venezia e, toh!, si scopre che il testo ricorda L'ebreo di Malta di Marlowe, pur nelle differenze. Tocca riprendere in mano ed il Mercante e l'Ebreo, tutti e due presenti in quel caos che dovrebbe somigliare ad una biblioteca personale, e condurre riscontri circa l'ovvietà che il tutto genio ed il tutto originalità Shakespeare imitava anche altri in aggiunta a sé stesso; fra i quali sicuramente Marlowe, autore importantissimo all'epoca. I danni dell'idea del creazionismo letterario di derivazione romantica unita appunto al principio per cui la frase pronunciata all'inizio del mondo, nella versione contemporanea sarebbe stata: "E l'Inglese disse: 'che sia la luce'. E luce fu". Ovviamente la riscrittura è in forma di romanzo in prosa.

Nessun commento:

Posta un commento