lunedì 29 agosto 2016

Novellamente.

Se noi cerchiamo di comprendere la stipulazione maggioritaria antica, i cui "resti" - secondo certo "razionalismo" - permangono nel fenomeno religioso, ripeto che saremo obbligati a distinguere fra concreto e reale: dove "concreto" è il variamente percepito coi sensi e loro ausili, ed il "reale" è quel campo assai più ampio del creduto. Molti esseri che duecento anni fa erano impossibili, almeno in linea di principio oggi sono creduti da "chiunque". E' questo il problema che si pone discutendo pure della "esistenza" in frasi come "La montagna d'oro non esiste" o "il circolo quadrato non esiste"; il problema che è posto dal fatto che Venere si chiama Venere, Stella del mattino, Stella della sera, Espero, Lucifero etc. Le frasi pur sempre sono pronunciate; Espero e Lucifero sono epiteti - appunto - di Venere che, d'altra parte, altri popoli chiamano diversamente, non di necessità il nome avendo un significato equivalente od identico a quello che ricevono con i precedenti. Etc. Su Russell, su Meinong, e su certe definizioni ancor più recenti che ho discusso in quello scritto pubblico di quattro anni e mezzo fa.

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