mercoledì 3 agosto 2016

Il quindici.

Od il venti per cento. In senso puramente enumerativo, e di rapporto fra le estensioni relative, è quanto presuntivamente si potrebbe definire, nel singolo caso, ciò che, di uno che manifesta opinioni, è rimasto incompleto fra quello che costui aveva cominciato a scrivere, o su di un cellulare o fra le bozze del solo blog, ed invece quanto ha terminato e messo alla luce dell'opinione; questo indefinito non conterebbe poi quanto rimasto in sospeso su di un altro telefono, eventualmente declassato dopo un teorico incidente anche d'esso a poco più che sveglia; quanto su spazi gratuiti di archiviazione pure ormai inaccessibili, chiavette USB; quanto sarebbe disposto su fogli di carta, agende, quaderni, blocchetti, in note a margine di libri e dischi rigidi di ordinatori casalinghi; potrebbe esibire solo parte di un testo più ampio perché quella porzione gli sembrerebbe reggere sotto tutti gli aspetti, mentre l'organismo più ampio avrebbe bisogno di essere meglio costruito; senza contare quanto poi sarebbe ancora "solo" in pubblicazioni cartaceo - elettroniche (per ipotesi due tesi di differente grado accademico ed un articolo: il quale potrebbe pure parere potesse essere seguito in futuro da un secondo); relazioni interne ad istituzioni. Anche gente che scrive, che espone frequentemente i propri scritti su di uno spazio pubblico più che altro ponendosi modelli di stile come aspirazione da approssimare, ma dalle cui "pedate" si sente talmente lontano da ritenere di non poterne pure osservare dappresso con la massima reverenza pensabile le impronte, può dunque mettere in atto sforzi di selezione non abbastanza magari severi per i criteri altrui, pur se la brevità prevalente degli scritti potrebbe essere fenomeno ricercato al fine di controllare meglio gli aspetti stilistici del testo, con maggiore attenzione osservabili adottando tale metodo. Per respingere il concetto di un filosofo in maggior parte più che di pregio, secondo il quale oggi qualsiasi balzana fantasia momentanea di un qualsivoglia essere cui sia stato insegnato a tracciare di seguito alcune lettere raggruppate in un passabile senso, prenderebbe forma di scritto pubblico. Anche in tempi anteriori al nostro sono state tuttavia passate al crivello opere offerte al lettore che, se conservate, accrescerebbero di molto i fogli per incartare il pesce, per usare parole di Catullo: quanto è sopravvissuto è appunto detto "tradizione", perché è ciò che è stato concretamente trasmesso fino a noi.

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