venerdì 5 agosto 2016

Persuasione (e la rettorica II).

Esplicando una "provocazione" di tempo fa: le tre facce di Peithò potrebbero richiamare le rappresentazioni "triformi" di Artemide / Selene e soprattutto Proserpina; e per alcuni, del portatore della luce. Ciò spiegherebbe il teorico aborrire la retorica da parte di correnti di pensiero oggi maggioritarie, se Tertulliano nell' Apologeticum 23, 4 non ha alcuna difficoltà a definire gli dei pagani "demoni": in pratica irride Socrate perché si faceva guidare da un demone, e quindi da uno spirito ingannatore, malvagio, e che vuole la dannazione dell'uomo (Apologeticum 22, 1); peccato che questa sia l'interpretazione cristiana di "demone", mentre il "demone" socratico, come spiega anche il titolo dell'opera di Apuleio De deo Socratis, non sarebbe affatto uno spirito malvagio, bensì - per dirla alla latina ma non in latino -, un "genio", quello spirito che accompagna ogni uomo dalla nascita, quello che i cristiani chiamerebbero angelo custode: la spiegazione di Apuleio in De deo 15 e 19 risulta talmente chiara che più non si può chiedere; quello che dice il nostro carissimo Giangiorgio Trissino ne L'Italia liberata da' gotti, libro II, versi 20 - 2: "Allωr l'angel Palladiω, che a la cura / di lui fu postω dal vωler supεrnω / il primω dì che fu prωdωttω al mωndω"; che il suo "discepolo" Torquato Tasso rappresenta difendere col suo scudo celeste Raimondo nella Gerusalemme liberata. In fin dei conti, dunque, una divinità minore, quasi minima se nel politeismo greco - romano al di sotto degli angeli (messaggeri) maggiori, Hermes ed Iris. Sembrerebbe ovvio che se la dea della persuasione, se la Persuasione stessa è un demone malvagio, un diavolo mentitore, circuitore, calunniatore (diabolé), sia da rifiutare. L'unico dettaglio che non torna in tutto ciò è soltanto che tradizionalmente Peithò è femminile, e come tale dovrebbe essere un demone succube; ma la Persuasione è dominatrice, è ricercata per esser servita (ma anche per servire: equivocità), e quindi secondo la divisione per esempio esposta da Gervasio di Tilbury negli Otia imperialia, dovrebbe essere un demone incubo. Dunque Peithò con le sue arti in toto, selon le christianisme, non può che essere demone, e diavolo assai forte, da evitare a tutta possa: ma quella cristiana, quella monoteista è una visione parziale, per non dire tendenziosa, che si radica nella semplicistica divisione (con un anacronismo, manichea) la quale identifica nel dio del nemico - militare ancor prima che religioso, in quanto la nimicizia, l'ostilità del dio deriva a me ai miei ed alla mia "nazione" inizialmente dal fatto che il suo popolo è avverso al mio, in ciò tale tradizione dell'alieno al resto rivelandosi perfettamente coerente con quanto sta attorno - il principio universo del male, il Male stesso.

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