venerdì 26 agosto 2016

Sullo scrittore I.

Contemporaneo: "Ho provato ad inserire la vicenda [di un romanzo] in varie epoche storiche, e quella vittoriana" le apparve come la più adatta. Ed anche, le televisioni tedesche "a caccia" di una scrittrice italiana invisibile per scelta. Il primo punto: una descrizione per quanto dettagliata di un'epoca da parte della ricerca storica, è sempre per capi: complimenti per la fiducia seguendo la quale la propria narrazione può essere "incastrata" in uno schizzo, provando la propria "tessera" in vari puzzle (invariabile) tutti compostamente in fila. Secondo punto: dopo che alcuni si dolgono di come gli scrittori siano "trascinati" dalle fiere agli aperitivi ai dibattiti politici televisivi, pare quasi d'avvertire un lamento perché ad una interessa "solo" scrivere. L'anonimato, certo è anche una provocazione; eppure dal punto di vista teorico potrebbe essere valutato come un'ipotetica "norma ideale", il famoso 'parlo attraverso i miei libri'.

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