mercoledì 14 settembre 2016

Mentre si cerca.

Di dimostrare la relatività della morale, si assolutizza comunque qualcosa. Ossia: se la morale è risultato di un errore dato da proiezione, sicché si finisce per scambiare "i propri sentimenti nei confronti di una cosa come una proprietà intrinseca di quella stessa cosa", nel momento in cui si rifiuta di applicare il principio in quanto individuale, lo si fa perché si pretende che la validità per essere tale sia universale. Dunque si assolutizza nel tentativo di relativizzare. Se invece il cardine fosse proprio la dimensione relativa? Poiché la preservazione di una persona o di una cosa singola si fonda sul "fatto" che tale persona o tale cosa sia per un'altra inviolabile, lo sia in relazione ad un altro individuo o gruppo di individui; e poiché ogni individuo o gruppo di individui ha persone o cose che ritiene inviolabili dato il valore che attribuisce loro, ne deriva che ogni singolo è inviolabile. Si consideri anche "relative(s)" Certo, pure così si assolutizza.

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