mercoledì 28 settembre 2016

Qualsiasi.

Ogni singola opera d'arte "non è vera", se si ha un'idea che potrebbe parere piuttosto ristretta del valore da assegnare al termine "verità". Ripeto, è il problema cui cercò di dare soluzione l'idealismo ponendo a base del discrimine il principio d'identità, in quanto l'unica "replica" esatta di un individuo è quell'individuo stesso (trattando del fenomenico e non dell'iperuranico, che invece era il fuoco d'interesse della dottrina), nella sua molteplicità di mutazioni. Chiedersi dunque se "può un documentario candidarsi all'Oscar come film" è obliterare il "fatto" che: a) il documentario è un film, in primo luogo perché lungo quasi tutta la storia del cinema si usò al fine di girarlo pellicola, come per un film "di finzione": si dovrebbe scrivere "(film) documentario", ma la consuetudine a sottintendere ha finito per cancellare nella percezione più diffusa il sottinteso; b) anche il documentario è fictio, nel senso che quanto si vede e sente: 1) non riproduce comunque tutta la vita - esistenza dell'animale / pianta etc.: dell'oggetto il quale è delle riprese soggetto; 2) per esigenze di tempo e stilistiche - notisi - il montaggio scarta la maggior parte del girato e lo ordina, come nel film di fantasia, in un certo modo a scopo narrativo e / o didattico: quest'ultimo scopo sarebbe ciò che fa del documentario sé stesso e perciò, in certe discussioni, "altro" rispetto a quel prodotto cui viene comunemente riservato il nome "film". Dunque, allorquando ci si chieda se si possa far partecipare un documentario ad un concorso per film, la domanda potrebbe valutarsi come mal posta; se ci si arrovella invece sulla legittimità dell'ammissione del documentario alle sezioni di concorso riservate ai film di finzione - poiché sembra di dover concludere per una definizione del genere, dato l'oggetto del contendere - tutto dipende dai limiti che si assegnano al termine finzione; indi per cui si tratta di accordo, consuetudine. E' lo stesso discorso per cui si potrebbe, secondo un determinato tipo di rigore, affermare che non esistono i romanzi "non - fiction".

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