martedì 13 settembre 2016

Una difficoltà radicale.

Che contrasta la creazione di un bicefalo Salone del libro italiano diviso fra Torino e Milano - se si prescinde dalla supponibile tentazione di chiamare anch'esso MiTo, tentazione non tanto censurabile per il gioco di parole colla mitologia, quanto per il risultato di pubblicità "gratuita" nei confronti di un'automobile che un tempo si sarebbe detta "torinese": allora meglio ToMi, decisamente più in tema - è che rischierebbe di scatenare nostalgie asburgiche; ma soprattutto che lo stato dei trasporti ferroviari italiani (non avrete intenzione di incrementare ulteriormente il traffico automobilistico, vero? Ed uno spostamento in aereo non è un'ipotesi seria) è tale che i tempi necessari per lo spostamento lo renderebbero improponibile; non rimane che scegliere una sede, ed io personalmente ho un'opinione precisa.

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