mercoledì 7 settembre 2016

Uno.

Uno degli incompiuti si intitola: "Sull'utopia dell'onniscienza". Mi è tornato in mente, aggiungendosi un'altra nota a quelle che già esortano a concluderlo, nel momento in cui ho rilevato l'opinione secondo la quale un ciclo cinematografico conterrebbe tutto nella sua drammaticità. Chiaramente, allorquando si segua l'ottica dell'elideismo, un'affermazione simile si può definire solo in due modi: retorica subconscia; od assurdo. Ciò non toglie che già i greci - come già indicato una prima volta nel post Due questioni - ritenessero che i poemi omerici contenessero tutto (sì, contemporaneità): sogno ripetutosi nei secoli.

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