giovedì 6 ottobre 2016

In fondo...

...agire costantemente in vita non solo per ottenere l'immortalità metafisica, ma anche l'eterna felicità, non è agire per interesse - personale, individuale - non è forse ipocrita (si recita una parte per compenso: ipocrita= upokrites, ossia 'attore' in greco antico)? E' questo il problema radicale delle religioni che prima correlano necessariamente il "giusto" agire terreno al conseguimento di un premio ultraterreno, poi definiscono tale agire "disinteressato".

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