martedì 18 ottobre 2016

Non è del tutto vero.

Almeno se si assume "vero" in un certo senso, non si può negare la presenza del male nella vita: certo, come sempre (...) nell'elideismo, si rigetta l'esistenza del Male; si assume che le varie culture intese in senso generico lungo il proprio mutare propongano liste diverse di mali per tempo e per luogo, aspirando ad individuare il Male universale, valido per chiunque, proiettando in fondo la definizione più condivisa all'interno della specifica "società" sul resto del mondo. Tuttavia, è solo nella vita che si manifesta il male: senza vita razionale non si avrebbe il male, bensì un semplice corso degli eventi. Qui si ha l'esattezza di quello che è un eccesso kantiano: senza la riflessione, sine humana cogitatione sul supposto cosmo, ordinato dalla mente pensante, non vi sarebbe male, sebbene l'assenza dell'uomo, o la sua incapacità di meditare, non cancellerebbe il sussistere del pianeta e di ciò che lo circonda. Hegel nella Fenomenologia afferma che il mondo è male: ciò basta per capire che esso non è solo male, benché quest'ultimo sia effettivamente molto, per ciascuna cultura.

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