venerdì 28 ottobre 2016

Per adesso (La questione delle lingue VII).

Cominciamo colla citazione di un articolo di quotidiano: "i popoli dell'Unione [...] per comprendersi continueranno a comunicare nel linguaggio di Shakespeare [la lingua inglese: calco (linguaggio: inglese language) e retorica: l'autore per la lingua]: l'idioma è quello". Tralasciando la curiosità che il nesso "idioma globale" è idealmente un ossimoro, dato che idiotes vale egoista - vedi il post Idiozia, di quasi tre anni fa - e "globale" si intende 'di tutto il pianeta', quindi ne viene 'particolare di tutto il globo', ciò che preme sottolineare di nuovo è quanto già scritto: nessuna lingua è eterna, nessuna civiltà; dunque neppure la supremazia "universale" di una lingua. Anche l'inglese perciò abdicherà: non sappiamo in che tempi ed in quale modo, ma verrà sostituìto da qualche altra lingua nel suo attuale ruolo, poi "scomparirà" lasciando dietro di sé eredi di vita non si sa quanto lunga nella loro identificabile discendenza da tanto padre. Dunque: per adesso.

Nessun commento:

Posta un commento