giovedì 13 ottobre 2016

Semmai...

Il culto religioso è “coltivare” il rapporto colla divinità attraverso gesti fissi, pratiche rituali (rite: ‘correttamente’, ‘come è giusto’) il più possibile simili a quelle approvate dalla tradizione - simili “solo” perché l’elideista parte dal presupposto che l’identità sia impossibile, secondo la peculiare lettura di “identico” -, allo stesso modo in cui i gesti, i riti della coltura del campo perlopiù nella realtà, sempre nelle intenzioni, portano al raccolto, ed abbondante. Ed i bisogni in questa ottica, singoli nonché comunitari, ottengono risposta positiva attraverso il rito (“Pregate così”: anche in privato).

Nessun commento:

Posta un commento