mercoledì 30 novembre 2016

Giardino II.

D'altra parte il locus amoenus preromantico è spessissimo, per non dire sempre, un sito ad - dome - sticato ossia che si trova assai presso ad un luogo abitato. Un luogo recinto, coltivato, disposto, sorvegliato (anche giardino da KARTO 'cinto'), prossimo alle mura della casa, raramente un luogo selvaggio: anche nei poemi cavallereschi, quando il guerriero vi si imbatte, se non è un vero e proprio luogo chiuso, si trova poco distante dalle case, dal castello ancor meglio.

martedì 29 novembre 2016

Siamo.

Potrebbe sembrare, leggendo scritture "veloci" - aggettivo in questo caso plurale non sinonimo necessario di "brevi": lessi qualche tempo fa uno scritto il quale trattava della difficoltà dell'epigramma -, che la nostra cultura ancor oggi sia ferma alla popolare ma non perciò sempre esatta tesi: "post hoc, propter hoc". Maggiore attenzione.

giovedì 24 novembre 2016

La descrizione...

...più breve di cosa debba fare la particolare arte secondo quella che l'elideista chiama critica "aristotelistica" del Cinquecento italiano, se si vuole generalizzare a scopo esplicativo, è: "superare i limiti espressivi consolidati di quell'arte, utilizzando solo ed esclusivamente i mezzi che le sono propri". Poi, si possono creare arti nuove, perlopiù attraverso la via della "composizione" di quelle già presenti o di talune loro parti in un complesso ulteriore.

martedì 22 novembre 2016

Non esiste.

Dalla prospettiva elideistica è chiaramente un non senso scrivere: "Arte e letteratura". Semmai: "Arte letteraria ed arti plastiche"; "arti figurative ed arte della scrittura". In un sistema, certo, nel quale sta vanendo il futuro come tempo grammaticale e l'arte d'usar una struttura correlativa nella frase cade a pezzi, l'impulso a separare in generale per compenso si mostra appunto istinto strisciante ed indelebile. Da ciò tuttavia deriva che, quando si presenta una "squadra" dirigenziale per un festival letterario, ci si trova a dover giustificare la presenza in esso di uno specialista di "arte".

venerdì 18 novembre 2016

Il giardino.

Frase, o meglio, uno spezzone di frase: "il giardino [...] è un angolo di paradiso". Ma in greco, come traduzione dal persiano, mi sbaglio o παράδεισος vuol dire 'giardino (recintato)', allo "stesso" modo di pardeš in ebraico? Nella Vulgata Eden essendo tradotto paradisus voluptatis, pur esso è un 'giardino di piacere, di delizie', da cui in italiano antico "paradiso deliziano, diluziano". E non parliamo della mutazione del valore di hortus da un certo latino ad alcune lingue "figlie".

giovedì 17 novembre 2016

Continuo (La questione delle lingue VIII).

Proseguo a sostenere che studiare le lingue alle scuole medie superiori e non solo sia non unicamente utile, ma necessario ad una formazione complessiva. Continuo a sostenere l'idea che, soprattutto in uno stato quale l'Italia fortunatamente multilinguistico ed in cui questa varietà è legalmente protetta, lo è costituzionalmente, si debba cominciare dallo studio delle lingue "straniere" minoritarie fra i cittadini italiani: da ciò dovremmo tra l'altro dedurre che tali lingue, per il fatto stesso di essere parlate entro i confini da cittadini italiani, non sono straniere, se il proprio concittadino non può essere secondo ragione ritenuto straniero. Dunque, si dovrebbero insegnare le lingue "minoritarie" a tutti gli italiani che non le parlino dalla nascita a partire dalle più affini a quella percentualmente prevalente (dunque francese, ladino, sardo, catalano, franco - provenzale) per proseguire con quelle strutturalmente più distanti - perciò tedesco, "sloveno", albanese - allo scopo, che dovrebbe essere fra quelli connaturati ad uno stato democratico, di una integrazione "nazionale" che tragga giovamento culturale dalle differenze per ampliare la comunicazione e congiuntamente di necessità la conoscenza interna in quella che tutti in certi luoghi sostengono essere una comunità, senza omologare, confondere, appiattire, anzi. Ciò sarà più utile per una educazione alla tolleranza che l'apprendimento di una lingua "universale" perseguente un biblico ideale pre - babelico comunque egoistico, soprattutto se si riuscirà a spiegare che le lingue "minori" in Italia sono qui, accidentalmente, "minori", e tuttavia sono altrove, pure accidentalmente, ben maggiori, in continuità attraverso accidentali in terzo luogo confini temporanei. Dopo l'impartimento di quanto sopra si potranno studiare - oltre a latino e greco, assolutamente indispensabili a capire in modo per quanto possibile compiuto l'italiano stesso - le lingue "straniere", sfruttando parentele riconosciute per facilitarne l'assimilazione: lo spagnolo, il portoghese, il rumeno tramite il catalano, il francese etc., ovviamente l'italiano; l'inglese ed altre colla mediazione del tedesco. Aiutando tutti senza imporre l'oblio ad alcuno: a quello penserà altro.

mercoledì 16 novembre 2016

Ciò che...

...ha vinto è "maggiore" di ciò che ha perso? Oppure quest'ultimo ha perso, come disse qualcuno, perché ancora non era venuto il suo tempo; era giunto, si può dire, in anticipo sul proprio tempo? Non potrebbe, ad esempio, aver perduto una serie di battaglie in quanto entrare a far parte della comunità dei fedeli "richiedeva troppa fatica"? E l'immediato è il facile, ciò che non deve essere dispiegato. La fortuna della vista contro l'udito.

martedì 15 novembre 2016

La tolleranza.

La tolleranza democratica è tolleranza del dissenso espresso non violentemente; l'intolleranza democratica è intolleranza dell'espressione violenta del dissenso ed ancor più dell'imposizione violenta della cosiddetta Verità.

lunedì 14 novembre 2016

Forte I.

Un uomo forte può ammirare senza pericolo da lontano un altro uomo forte: il problema può nascere, e quasi sempre nasce, quando i due si incontrano, perché il più forte dei due potrebbe non riconoscere nell'altro un suo pari da rispettare; potrebbe anzi tenerlo per debole da sottomettere come gli altri. Ossia il fronte internazionale dei nazionalismi (volutamente paradossale definizione recentissima) rimane compatto solo fino a quando ciascuno dei suoi esponenti non ha raggiunto il proprio scopo: da lì comincia la fine della "unità" ed iniziano complessi problemi per i cittadini. Autodeterminazione: non unificazione e non sciovinismo.

domenica 13 novembre 2016

La risposta.

La soluzione alla domanda se in un confronto culturale si faccia plagio o rivoluzione sospetto sia: "plagio e rivoluzione". Perché in ogni innovazione culturale o recupero di tradizione (relative) si ha il confronto conscio o meno del singolo partecipante colla cultura che vuole rinnovare o della quale vuole recuperare quelle che considera sane e / o irrinunciabili radici.

sabato 12 novembre 2016

Se si dice...

...che Gassendi fu legato alla tradizione rinascimentale per la sua critica all'aristotelismo, bisognerebbe precisare: a quella tradizione di pensiero del Rinascimento che criticava negativamente l'aristotelismo; questo perché il Rinascimento rifondò l'aristotelismo, avendo ritrovato e studiato testi di "Aristotele" sconosciuti o quasi all'occidente europeo in precedenza e, sulla base di una visione dei testi classici come sistema, fornì una serie di interpretazioni dell'opera aristotelica differente in maggiore o minor misura dalle varie interpretazioni degli Scolastici e fra sé diverse.

venerdì 11 novembre 2016

Ha già conosciuto (La democrazia V)...

...l'Italia, una democrazia paternalista in cui Destra e Sinistra parlamentare erano più vicine di quanto fossero distanti: è la monarchia costituzionale del Regno d'Italia che come primo atto "unitario" tassò i prodotti agricoli che servivano da base per l'alimentazione delle classi povere; la cui polizia caricava gli scioperanti perché lo sciopero non era riconosciuto come diritto; che medagliò un ufficiale per aver cannoneggiato una folla in protesta; e che infine affidò il paese ad un uomo forte che portò lo stato in una serie di guerre, fino alla Seconda Guerra Mondiale che, come era già all'epoca sembrato ovvio ad alcuni, perse fragorosamente (cioè tra bombe rumorosissime di vario tipo). Dato che in questi tempi poco fausti si parla tanto di Padri Costituzionali, sul tema avanzerò una modesta ipotesi, ossia il sospetto: a) che i Padri Costituenti abbiano voluto appositamente il "bicameralismo paritario", perché le due Camere si controllassero ed eventualmente ostacolassero reciprocamente sempre e comunque: il monocameralismo o la supremazia di una fra le due assemblee sull'altra facilita la strada verso l'instaurazione di un regime non democratico; b) che abbiano voluto evitare il vincolo di mandato perché il parlamentare potesse liberamente abbandonare il partito che avesse voluto instaurare un regime scorretto "per via democratica" contribuendo attraverso il proprio voto libero ad impedire un così nefasto sviluppo; c) che abbiano voluto il suffragio universale come massima garanzia democratica; d) che abbiano ritenuto il proporzionale puro un sistema elettorale il quale, unito alla congenita litigiosità italica ed al punto c, avrebbe meglio salvaguardato di altri lo Stato dall'erezione di un regime autoritario o peggio dittatoriale del tipo di quello da cui si era appena usciti, per quanto evidentemente problematico sotto il profilo decisionale, anzi probabilmente in parte proprio per quel motivo. Così, per un aspetto differente da quello che complica l'attività del legiferare nel sistema proporzionale, lo schema elettorale statunitense è complicato; tuttavia, proprio la difficoltà nel conquistare, esercitare e mantenere l'esercizio del potere vorrebbe essere la miglior garanzia per la conservazione della libertà dei cittadini come singoli e come universalità in un regime democratico. Ho scritto "è la monarchia etc." sfruttando le risorse stilistiche del presente.

giovedì 10 novembre 2016

Giochi.

Giochi di parole divini: uno spettacolo teatrale ha come titolo Adamo e Deva. Innocente: spostare la dentale dalla coda della congiunzione alla testa del nome. Ma in sanscrito "deva" ha a che fare con il divino. In latino "dea"; in greco "thea", con assordamento ed aspirazione della dentale. Etc. L'innocenza del sacro.

mercoledì 9 novembre 2016

Eliminare.

Cosa? I punti esclamativi dagli articoli dei periodici. Almeno se col proprio pubblico si reclama, appunto, di esporre soltanto un fatto, ed imparzialmente. Diverso il discorso per le riviste militanti.

martedì 8 novembre 2016

lunedì 7 novembre 2016

Continuo a pensare...

...che la democrazia nata non troppo tempo fa sia il modo migliore per rispettare il fatto che ogni singolo ha valore in quanto tale; sono molto più scettico sulla Verità, che in genere serve a perseguitare, torturare ed uccidere.

domenica 6 novembre 2016

Come intendeva...

...qualcuno che ebbe peso nella mia formazione, la letteratura è repleta di ritorni; non solo la letteratura, ma l'arte in generale, aggiungerei: le fasi "arcaizzanti" non mancano. Nella cosiddetta "alta finanza" il gioco di ritirare una società dal listino di borsa liquidando gli azionisti minoritari onde impedirne l'opposizione a ristrutturazione e riposizionamento dell'impresa, per riquotarla alcuni anni dopo formando nuovamente il surplus a vantaggio dei grandi azionisti ri - venditori, non è infrequente, come in ambito pubblico l'eliminazione di piccole infrastrutture, si potrebbe pensare, dati certi ricorsi, al fine di ricostituirle trascorso un certo periodo di tempo e perciò - diciamo così - giovare alla vivacità dell'economia.

sabato 5 novembre 2016

Un tempo.

Era definita nelle statistiche "popolazione attiva" quella stipendiata o che lavorava in proprio; oggi "attivi" sono gli esercitanti una professione, come dipendenti od autonomi, o quelli che provano ad esercitarla; quelli che ce l'hanno sono definiti, in teoria specificamente, "occupati". Il fatto che si definisca "occupato" anche un territorio tenuto manu militari, potrebbe dare all'aggettivo alcune risonanze... Di una banderuola che televisivamente "spiega" statistiche periodiche del lavoro. Già nel Sette / Ottocento si tendeva ad identificare economia in senso allargato e politica, che è cosa parzialmente diversa dal dare forma ad una disciplina chiamata "economia politica".

giovedì 3 novembre 2016

Si priva...

...della scelta, dei diritti, della libertà il criminale: ogni privazione di diritti in precedenza universalmente esercitabili non dovuta a crimini è una riduzione della democrazia. Scopo della democrazia è l'ampliamento dei diritti esercitabili senza commettere crimine, non la loro diminuzione.

mercoledì 2 novembre 2016

Alle elementari...

...mi spiegarono che la pianura la quale si stende dai piedi delle Alpi agli Appennini, alluvionalmente, idrograficamente parlando dovrebbe dirsi "pianura padano - veneta" in quanto formata dai depositi alluvionali da una parte del Po (Padus) e suoi affluenti; dall'altra da quelli dei fiumi che attraversano il cosiddetto Triveneto (Adige, Piave, Sile, Tagliamento etc.), che non affluiscono (appunto) nel Po. Tema principe dell'elideismo, la differenza nascosta sotto una identità. E non stiamo qui ad aggiungere il tema dialettologico, dato che la differenza è uno sfumare.

martedì 1 novembre 2016

Del lasciare...

...l'associazione all'ascoltatore, se proprio ne ha bisogno; e poiché ne ha bisogno, la farà: per esempio, allorquando, toccata da Euriclea la cicatrice d'Ulisse, si sviluppa la "digressione", il narratore lascia all'ascoltatore di associare al tocco di Euriclea il successivo sgorgare del suo ricordo di come si ebbe tale ferita; od, al "ritorno", di sospettare, dati i gesti della serva e d'Ulisse, che il ricordo sia d'entrambi; comunque, in Omero gli eventi si spiegano attraverso i personaggi, il loro agire assai più che cogli interventi del narratore.