giovedì 17 novembre 2016

Continuo (La questione delle lingue VIII).

Proseguo a sostenere che studiare le lingue alle scuole medie superiori e non solo sia non unicamente utile, ma necessario ad una formazione complessiva. Continuo a sostenere l'idea che, soprattutto in uno stato quale l'Italia fortunatamente multilinguistico ed in cui questa varietà è legalmente protetta, lo è costituzionalmente, si debba cominciare dallo studio delle lingue "straniere" minoritarie fra i cittadini italiani: da ciò dovremmo tra l'altro dedurre che tali lingue, per il fatto stesso di essere parlate entro i confini da cittadini italiani, non sono straniere, se il proprio concittadino non può essere secondo ragione ritenuto straniero. Dunque, si dovrebbero insegnare le lingue "minoritarie" a tutti gli italiani che non le parlino dalla nascita a partire dalle più affini a quella percentualmente prevalente (dunque francese, ladino, sardo, catalano, franco - provenzale) per proseguire con quelle strutturalmente più distanti - perciò tedesco, "sloveno", albanese - allo scopo, che dovrebbe essere fra quelli connaturati ad uno stato democratico, di una integrazione "nazionale" che tragga giovamento culturale dalle differenze per ampliare la comunicazione e congiuntamente di necessità la conoscenza interna in quella che tutti in certi luoghi sostengono essere una comunità, senza omologare, confondere, appiattire, anzi. Ciò sarà più utile per una educazione alla tolleranza che l'apprendimento di una lingua "universale" perseguente un biblico ideale pre - babelico comunque egoistico, soprattutto se si riuscirà a spiegare che le lingue "minori" in Italia sono qui, accidentalmente, "minori", e tuttavia sono altrove, pure accidentalmente, ben maggiori, in continuità attraverso accidentali in terzo luogo confini temporanei. Dopo l'impartimento di quanto sopra si potranno studiare - oltre a latino e greco, assolutamente indispensabili a capire in modo per quanto possibile compiuto l'italiano stesso - le lingue "straniere", sfruttando parentele riconosciute per facilitarne l'assimilazione: lo spagnolo, il portoghese, il rumeno tramite il catalano, il francese etc., ovviamente l'italiano; l'inglese ed altre colla mediazione del tedesco. Aiutando tutti senza imporre l'oblio ad alcuno: a quello penserà altro.

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