venerdì 16 dicembre 2016

Da "esercizi di ripasso"...

...liceali sulla dottrina di Socrate colti dal vivo, si ricava che i manuali di filosofia in trent'anni sull'uomo dal grosso naso non hanno fatto un passo avanti: ancora e sempre la sua filosofia è attestata, è quella del solo Platone, niente Senofonte, non vi è alcuna possibilità che, là dove Senofonte si distacca da Platone, sia il primo ad avere anche solo il rischio dell'esattezza. La filologia ci insegna che non è significativa la concordanza di due o più fonti sulla lezione "esatta" - anche perché alcune volte la lezione sembra esatta, ma non la è - ma la concordanza di essi nella lezione erronea: essenzialmente dunque, un punto che può sembrare esatto, ha pur la possibilità di essere erroneo; ed in determinate situazioni, la coerenza interna non corrobora necessariamente la deduzione che dunque la tesi sia giusta, ma solo che chi la espone pure la riconferma. Item, si continua a sostenere che Socrate portasse avanti la lotta sotto il vessillo della Verità contro la "vuota retorica" sofistica: su ciò, e sul rapporto di Socrate con i Sofisti, si veda l'argomento "socratismo" in questo blog, dopo aver considerato che (cfr. sopra) il "Socrate" di cui si parla è il Socrate che Platone "rappresenta" nei suoi dialoghi, il quale è tutto da vedere se poi fosse il vero Socrate. Sulla "rappresentazione", si veda Schopenauer, si veda Sperone Speroni in Apologia dei Dialogi, parte prima: "Socrate è ritratto ed imitato comicamente e tragicamente da buon dialogo [...] in questi dialoghi non parli Socrate né Alcibiade, né Gorgia ma alli lor nomi [...] si fa parlare a quel modo, che si teneva da tutti tre nel contendere". D'altronde, quantomeno in Italia, circa Socrate siamo immersi nel "realismo", ossia s'assume come vangelo l'interpretazione di Giovanni Reale.

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