lunedì 5 dicembre 2016

Dal punto di vista.

Di "Aristotele" e di coloro che nell'insegnamento di "Aristotele" si riconoscono, anche di buona parte dei suoi "interpreti", completo e perfetto sono usati come formula "in breve" da porre al luogo di più completo e più perfetto; quindi in senso - pare non così chiaro ad alcuni - relativo, e per niente, nient'affatto, in nessuna direzione assoluto. Tanto più discorrendo di "poetica" nell'accezione ristretta. Dunque Gervinus in Haendel und Shakespeare esagera in parte; ma può anche essere letto in maniera diversa, pur facendo riferimento ad un quadro culturale non contraddistinto, forse, da "attualità".

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