domenica 11 dicembre 2016

Dopo secoli...

...di lotte per dare alla penisola europea che occupa il centro del Mediterraneo una lingua sola (chiamandola or uno volgare, or l'altro toscana, ed a lungo il minor numero dei sapienti italiana); dopo che s'è avuta necessità d'un secolo perché la maggior parte dei cittadini di uno stato unito in quella stessa penisola riuscisse ad ottenere che la maggioranza di tali cittadini parlasse correntemente una lingua a sufficienza unitaria; dopo tutto ciò, com'è naturale la lingua non s'è mantenuta "incorrotta". E tuttavia, i più che sostennero le varie posizioni su come nominare la lingua concordando nell'opinione che per esempio sostenne il Galeani Napione nel Dell'uso e dei pregi della lingua italiana libri tre (si veda l'indice del primo volume): "La lingua è uno dei più forti vincoli, che stringa la patria", bisogna pur ammettere oggi, a novantotto anni da una più o meno completa unità territoriale italiana, che: a) gli italiani sono ancora riottosi a ritenersi fra di loro concittadini; b) che proprio il ritenere la lingua nativa, induce più d'uno a valutare non solo che non si debba studiarne la letteratura, ma che non si debba proprio studiare essa lingua, poiché s'impara col latte materno (o, più spesso, insieme con quello in polvere).

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