lunedì 2 gennaio 2017

All'ombra...

...del giglio obbligo venite, benché sia obbligo dappoco; venite all'ombra recente delle curiosità in fiore, signori. Leggiamo: "Si capisce che doveva per forza piacere", scrive qualcuno circa il rapporto fra un tema, un argomento, ed un'altra persona. E l'eroe americano trascorso nella sua decadenza compianta per l'Italia è pungolato a divenir padano; un eroe padano fotografato in gondola: sì a Venezia, e non sulla piana veneta, come se Ravenna, la città ultima capitale dell'Impero romano d'Occidente, la città occupata dalla sevizia d'Odoacro (per citare L'Italia liberata da' gotti di Giangiorgio Trìssino), il seggio di Teodorico e dei suoi successori durante il regno ostrogoto d'Italia, il centro dell'Esarcato bizantino, la cattedra dell'arcivescovo che alcuni considerarono per un certo tempo come un secondo papa, non fosse abbastanza, e si dovesse andar a cercare fuori dalla verde distesa creata dall'Eridano un bastevole prestigio. A meno che la laguna che prende il nome quando da quello delle terre che vi si affacciano, quando dalla città che, oltre a nomar l'acque salate di qua dalle bocche di porto, giunse a tale fama che il mare al di là di queste ultime fu pure chiamato golfo d'essa, fatta germana delle "Valli" di Comacchio, non divenga valle pur essa. E l'obbligato è incatenato dalla necessità, in quanto "antropologo e saggista", costretto perché "studioso di folklore e tradizioni popolari", nella stretta misura in cui, essendo "romanziere e affabulatore", è vincolato a fare certe cose e pensarne senza scampo altre; persino incarcerato nella costrizione di essere libero. E dunque quest'Uomo del Tramonto sommamente nella sua forma trascendentale libero, si trova poi, tra i flutti dell'accidenti che càpitano al singolo, avvolto di lacci e laccetti definitorii che lo irrigidiscano, nell'intenzione non solo della teoria, entro una solida griglia tassonomica. Mi vien da tornare a 1957.

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