martedì 17 gennaio 2017

Il diavolo...

...dal greco diabolé, ossia 'calunniatore' etc., se s'adotta una certa prospettiva che rischia di cadere in un parallelo per i più involontario e per non pochi empio, può effettivamente essere detto "eroe del male", e no: in effetto perché, se l'eroe è figlio di un dio, allora il diavolo, in quanto creatura dell'unico Dio essendo suo figlio - e collaboratore, o meglio servo, strumento: si confronti il libro di Giobbe - potrebbe esser impropriamente ritenuto eroe. Ma teniamo conto che a rigore "eroe" è il figlio di una divinità e di un umano: il diavolo ha padre (intesa la parola come sopra) divino, ma non ha madre se non quel dio stesso che gli è anche padre e che d'altra parte secondo lo pseudo - Dionigi è persino al di là dell'essere e del non essere; l'eroe è mortale, mentre il diavolo non lo è: se gli dei pagani nascono, dunque, cosa sono essi per le religioni monoteiste? Tutto ciò che nasce muore, disse qualcuno; ancora: l'eroe è carne e spirito, il diavolo, in quanto angelo secondo il significato seriore, ed angelo precipitato lontano dalla contemplazione del Perfetto, è comunque puro spirito in senso teologico. Dunque solo seguendo un senso della parola "eroe" piuttosto tardo, cioè d'essere che compie (?) imprese abissalmente al di là delle capacità umane, il diavolo può esser nominato eroe. O, ad oggi meglio: "antieroe", contrapposto ad un eroe compiutamente invincibile, sempre secondo l'interpretazione appena indicata.

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