domenica 12 febbraio 2017

Titolo.

Titolo (e parte di sottotitolo) d'un libro: "Retromania"; e "la nostra ossessione per il passato". Dall'altra parte, la didascalia d'un articolo entro una rivista musicale: "il fisarmonicista [...] presenta un omaggio a Michael Brecker fra post - bop e musica contemporanea". Dunque quel che per uno è culto ossessivo del passato, mancanza di capacità di creare, un elemento nocivo della contemporaneità, per l'altro è un positivo omaggio (ad un grande della disciplina che tale tributo merita). Posto che un omaggio può essere ben fatto o meno (una accorta allusione, più che un richiamo aperto, od una emersione moderata per lunghezza e, se ripetuta, a distanza considerevole, di uno stilema riconoscibile, una frase musicale, per rimanere all'àmbito della citazione qui sopra, sarebbero cosa ottima; un coacervo di cose altrui senza tentativi coscienti di elaborazione propria, una desolazione) resti dei propri ascolti preferiti faranno comunque capolino in forma involontaria. Insomma, parte del passato è quel passato nostro il quale anche inconsciamente ha dato forma alla nostra maniera. Si tratta di cercare il più possibile di dominarlo.

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