giovedì 30 marzo 2017

Divenire.

La mutazione è cifra del divenire, il quale vale come unica forma dell'essere che sensibilmente, sensorialmente cogliamo; ma "essere divenuto" non significa essere stato fin dall'inizio ciò che in quel momento si è, che lo stato in cui pare fermo l'oggetto del discorso nel momento in cui ne viene trattato fosse il suo scopo fin dall'inizio. Francesco Robortello distingue nelle sue Explanationes della Poetica di Aristotele fine da scopo: la prima è temporale; il secondo è logico, anche se nel linguaggio quotidiano si può usare fine per scopo. Perciò, che l'opera lirica italiana sia divenuta, soprattutto nell'Ottocento, popolare ossia ritenuta da vari ceti degna di apprezzamento, non autorizza a ritenere che lo fosse fin dall'inizio, né equivale a dire che fosse stata ab origine pensata per rivolgersi a tutti, benché il "libretto" fosse scritto in volgare; fu invece un tentativo cólto di riportare in vita la tragedia greca senza dimenticarne alcuna parte.

Nessun commento:

Posta un commento