domenica 30 aprile 2017

Sulla forma del referendum.

Più che d'accordo sul referendum propositivo come aggiunta alle possibilità italiane; ma il quorum 50% più uno è necessario: la decisione deve essere messa in atto perché avallata dalla maggioranza di coloro che detengono il diritto politico. Altrimenti si abroghi direttamente la Costituzione della Repubblica Italiana, la quale prevede (paradossalmente?) che il diritto di voto sia un dovere, perché considera democrazia solo quella in cui le decisioni siano espressione della volontà della più parte dei cittadini, per via diretta od indiretta (ed il ricorso alla forma diretta si vuol mantenere il più possibile ampio in rapporto ad una accettabile velocità di decisione).

sabato 29 aprile 2017

Undici.

Che cosa si può dire, dopo aver letto che undici personaggi sono troppi in un romanzo contemporaneo? Constatato che in verità il problema pare essere che questi undici personaggi, ancor più che personaggi agenti o parlanti, sono undici narratori interni alla trama, undici punti di vista differenti su di una "sola" trama, ci si può pure chiedere quale insolubile problema di orientamento porrebbe a certi critici la lettura dell'Iliade e dell'Odissea, dove i personaggi parlanti sono moltissimi, quale un Morgante ed altri (romanzi) cavallereschi, che non sono nemmeno opere scritte in prosa; oppure si trova piuttosto la risposta alla domanda che si chiede il perché della odierna scarsa frequentazione di quelle e molte altre "creazioni" letterarie. In un certo qual senso gerarchizzare personaggi tutti parlanti in un'opera ampia era la soluzione (forse) al problema "narrativo" che cercavano di dare i teorici cinque - seicenteschi di poetica. Soluzione o piuttosto nobile sforzo per raggiungere una maggiore gestibilità della dinamica di poemi complessi, cui parte del fascino avrebbe dovuto derivare, secondo gli autori, dall'equilibrio comunque raggiunto nella vasta macchina? Successivamente, fino ad oggi, si passò ad un gregge di personaggi tragico / comico: tre - quattro, "come se" fossimo davanti ad un palco ateniese durante le Grandi Dionisie, sulla pagina. Può essere che chi scrive risulti incapace di muovere numeri relativamente alti di personae; ma questo non significa che gli attori debbano essere nello scritto meno delle dita di una mano e che l'autore abbia quale non prescindibile necessità ingombrare di sé l'inevitabile vuoto che i personaggi sono costretti a lasciare. Costretti: infatti i dialoghi sono anche per la teoria della fiction noiosi e ritenuti "pause" intervallate alla trama; le descrizioni, forzatamente brevi, sono còmpito della voce fuori scena incarnazione dell'autore. Conosce due burattinai che s'intravedono sempre il romanzo contemporaneo, mentre il resto è scenografia: il protagonista, e lo scrittore.

venerdì 28 aprile 2017

Gradus.

Esso si è il passo. Trasgredire è dunque andare oltre il passo, la misura naturale dell'avanzamento. Proverbio italico: "Fare il passo più lungo della gamba". L'unico passo che non può non essere compiuto è quello della morte fisica, che la specie umana ha in comune colle piante e cogli animali (e che quindi non è proprio, esattamente per questo motivo, dell'uomo, fin quantomeno da Aristotele: Et. Nic. I 13 1102b 2 - 3). L'Aldilà è dunque quel luogo ove sono corretti gli errori che l'uomo addossa alla Fortuna quando non può farne carico alla prevaricazione, alla superiore forza di un altro uomo: ma soprattutto è il luogo in cui egli trova l'approdo che lo sottrae all'inevitabile; dove, mosso il passo più spaventoso, trasgredendo oltre la natura perché "solamente è quello, che secondo l'arbitrio della volontà propria, per quel sentiero che più gli piace può guidar la vita sua" (Nicolò Granucci, Dedicatoria de L'eremita, la carcere, e 'l diporto) si "volge all'acqua perigliosa e guata", emendando il più grande "errore" della natura, quale che sia la situazione in vista sulla piaggia. Perciò, con un'altra vita, può condursi a suo modo, o semplicemente vivere.

giovedì 27 aprile 2017

Al di fuori...

...dello stato particolare che ci rilascia i documenti di riconoscimento non abbiamo alcun diritto "di cittadino": di residente, di individuo libero, di essere umano (e non tutti gli stati, ahinoi, riconoscono gli stessi diritti ad ogni essere umano in condizioni normali); non di cittadino.

mercoledì 26 aprile 2017

Problemi del reciproco.

Dopo un discorso introduttivo sulla riduzione degli investimenti in ricerca negli Stati Uniti d'America si legge: "Lo stesso schema lo abbiamo osservato in molti altri paesi europei". Successivamente all'atto di postillare circa la formale maggior perfezione della scrittura: "Lo stesso schema lo abbiamo osservato in molti altri paesi europei", indicheremo che non si capisce se si tratti di un lapsus - poiché qualcuno potrebbe dedurne che gli Stati Uniti siano ritenuti un paese europeo tra altri - tradente inconscia rivendicazione d'europeità degli Stati Uniti da parte di chi intravede preoccupato un processo di troncamento delle "radici" europee degli USA; o se sia un tentativo di esibire una "americanità" dell'Europa. Posto che la cultura "europea" è indubbiamente un elemento forte di quella statunitense, specialmente, nella propaganda, quella anglosassone, bisogna pur indicare che la stessa Gran Bretagna insiste da molto su di una insularità che vorrebbe essere anche una non - europeità, e quindi l'essere "europea" della cultura statunitense è, anche propagandisticamente, particolare. Dopo questa osservazione, proseguiremo avanzando il dubbio che proprio questo tema potrebbe essere uno dei tre - quattro principali motivi per cui la Russia guarda oggi con diffidenza all'Unione Europea / Nato: se, infatti, l'Europa Occidentale latino - germanica venisse ritenuta una estensione oltreatlantica degli Stati Uniti persino in maniera maggiormente generale rispetto ad una semplice alleanza militare, la Russia si sentirebbe ancor più autorizzata a non avere fiducia nel proprio vicino più piccolo, ed ad accentuare l'uso, fra le altre cose, della propria bicontinentalità come uno degli elementi di distinzione dal "blocco" euroccidentale ed americano, dove l'Europa non sarebbe infine altro che la "America" alle proprie porte occidentali come prima del crollo del COMECON e del Patto di Varsavia; anzi, la situazione potrebbe esser vista come ancor più insidiosa, dati gli sviluppi che ha avuto approfittando della teorica scomparsa della contrapposizione. A tali motivi Asia ed Africa per parte loro ne potrebbero aggiungere un altro paio.

martedì 25 aprile 2017

Sotto...

...la carezza tête à tête d'un paesaggio indifferentemente notturno o diurno potrei forse così innamorarmi di una natura tuttavia addomesticata, quasi come della letteratura.

lunedì 24 aprile 2017

Dove (Un punto II)...

...debbono fermarsi le "regole implacabili" necessarie a controllare quello che appare eccesso di libertà? C'è proprio oggi un uomo, in un territorio un tempo quantomeno in parte occupato dagli Ittiti, che aspira giustappunto ad ampliare sempre più i propri poteri - senza badare alle conseguenze successive all'inevitabile perdita del dominio da parte sua per quello che lui continua a definire un regime pienamente democratico - onde far rispettare "regole implacabili" ed ottenere l'ordine: un particolare ordine.

domenica 23 aprile 2017

Notisi.

Il merito di credito ed i titoli di stato conoscono nell'area euro ancora confini territoriali ben netti, difesi non a caso strenuamente da una "nazione" in particolare.

sabato 22 aprile 2017

Una.

Una pubblicità che, col passare dei giorni e delle letture "in cronaca" mi appare via via sempre più intelligente in mezzo al mare di consimili in cui la "creatività" sembra ai miei occhi pochissima (almeno se si vuol identificarla colla "originalità" in senso radicale), per quanto in rapporto al prodotto che vuole vendere sia in tale quadro di recente in corso di composizione decisamente sprecata, è quella che lamenta si debba per forza univerbalmente etichettare tutto, senza scampo.

venerdì 21 aprile 2017

I commenti...

...cinque - seicenteschi all'Etica Nicomachea di Aristotele (per esempio) vivono la tendenza ad essere ignorati dagli annotatori del giorno d'oggi. E sono volutamente "animista" quando scrivo: "vivono".

giovedì 20 aprile 2017

mercoledì 19 aprile 2017

Un punto I.

Punto fondamentale da chiarire, poiché ho sentito qualcuno dire che una certa "ideologia" ha recentissimamente dimostrato la propria pericolosità per la democrazia (s'intende, "connaturata"): l'ideologia nella sua declinazione negativa infine diviene sempre strumento del potere personale, ossia si trasforma nella "maschera" dietro cui si nasconde la voluttà di dominare.

martedì 18 aprile 2017

Non si può...

...parlare di "controllo del territorio" se non lo si conosce: necessaria preliminare condizione per il controllo effettivo di un territorio è conoscerlo: approfonditamente; nel dettaglio; nelle sue periodiche mutazioni; oltre le strade che lo tagliano permettendo di percorrerlo con velocità ma anche con un percorso prevedibile; oltre le strade principali che lo dividono, bensì nei sentieri, nelle transumanze e nelle melme persino. Annibale, con guide affidabili, scavalcò le Alpi fra le nevi ed i dirupi, attraversò le paludi dell'Etruria sfruttando l'interruzione dell'Aurelia.

domenica 16 aprile 2017

La tradizione...

...dell'elideismo. Francesco Robortello, De historica facultate..., pagina 187: "Veterum graecorum poetarum carmina interijsse vel ob id maxime dolendum est". Il che porta a ribadire che la cosiddetta tradizione occidentale non è l'unica voluta dall'Occidente in un determinato momento, che a posteriori vorrebbe fosse stato tramandato altro ancora di sé stessa.

sabato 15 aprile 2017

Grecamente II.

Così, a meno che con "inventare" non si intenda 'ri - trovare' qualcosa che era lì ad attendere ed al quale si giunge (in/venio), formando un'opera non si inventa nulla, si elabora la tradizione individuale, le raffigurazioni singolari che l'unico essere umano delimitato dal "carcere" corporeo ha strutturato nel vivere. Nella stessa recensione sensazionalista camuffata da "colloquio coll'autrice", ossessionata dalla voglia, acquolina di indicare una originalità, che ha stimolato queste notarelle, emerge come nella genesi dell'opera stessa in discussione agiscono suggestioni (assimilazione da sub - g...) cinematografiche e di altro tipo. Giovanbattista Marino nella Lettera Claretti della Lira non fu il primo ad affermare che si tratta non tanto di non rubare agli altri, ma di saper mimetizzare il furto con classe: non usare concetti o cose nuove, ma sapere renderle nuove.

venerdì 14 aprile 2017

Grecamente.

Non essendovi il nulla; o quantomeno, non potendosi nel mondo sublunare (come lo chiamarono certuni, per esempio Pietro Comestore nell'Historia scholastica, ma ancor prima S. Agostino nelle Enarrationes in Psalmos) operare sul nulla, ogni arte ossia tecnica lavora su qualcosa che lo precede, elaborandolo. Potremmo dire con Castelvetro che l'artista è tanto più artista quanto maggiore è la difficoltà che risolve nella sua opera. Il che non vuol però dire che il risultato si presenta semplice.

giovedì 13 aprile 2017

Per evitare.

Al fine di "evitare il male", come vuole qualcuno oggigiorno, bisogna fissare quale esso sia emin piuttosto che universalmente, poiché un'etica universale (quella che si ama scrivere colla E senza che sia un titolo d'un libro come nel caso della Nicomachea) il più delle volte si muta in pretesto per uccisioni. E la cultura, nel mentre è vissuta, è più inconscia e subconscia che altro, qualcosa che impariamo, che assumiamo dalla prima volta che poppiamo il latte materno: in sostanza una tradizione. La cultura viene "storicamente determinata" quasi sempre a posteriori, e solo concettualmente: cioè riducendone, non solo per colpa del ricercatore ma di condizioni materiali insuperabili, la complessità originariamente mutevole.

mercoledì 12 aprile 2017

Davvero.

Ragazzi, finché andrà così... Se parlate di "uomo dimenticato" e poi scrivete che la rabbia sociale ("sociale" nel senso di quella di un alto numero di individui, poi...certo, un alto numero di individui contestatori può mettere a rischio la stabilità di quel sistema organizzante la produzione e la raccolta dei tributi perlopiù detto Stato) si fa politica, allora sembrerà sempre che non abbiate capito nulla: l'uomo cittadino è la politica, ragazzini miei; o quantomeno così dovrebbe essere in democrazia. Invece per voi il popolo è, come scriveva un altro qualche giorno fa, "pubblico indistinto", pecorume e marionetta da voto confermativo periodico delle vostre poltrone e pagamento ciclico di quelle tasse che pare siano le sole ad interessarvi poiché servono a perpetuare i vostri stipendi. Proporre identici programmi a destra, sinistra e dal centro, pretendendo, dopo vent'anni ad esser buoni, voti distribuiti sulla base di sigle diverse, rischia di non funzionare.

martedì 11 aprile 2017

Programma...

...di università straniera a Roma; quel che si direbbe "corso di laurea": Eredità culturale sostenibile. Effettivamente, ciò che i popoli ricevono dal passato è ancor oggi nella maggioranza dei casi non soltanto ritenuto insostenibile, bensì qualcosa perlopiù inutile, entro cui scegliere quella parte maggiore di cui ci si può liberare. In alcuni casi, per diversi motivi, di una parte variabile in grandezza ci si deve liberare perché pericolosa a riguardo della stabilità (del potere, in ultima analisi) e della "salute spirituale" del popolo (si veda Per i morti, I e, soprattutto, II).

lunedì 10 aprile 2017

Il sistema.

Esiste mondanamente l'opinione circa un normale sistema della vita basato sul principio radicale secondo cui da una parte ci sarebbe il lavoro, ovvero una qualsiasi attività da condurre secondo schemi fissi tendenti in esclusiva ad ottenere un reddito come premio al rispetto d'un ordine prevedibile di atti dal risultato preconizzabile; e dall'altra tutto ciò che lavoro non è ma, direbbero alcuni, vita. Così, la vita sarebbe, nella dimensione precaria di ciò che appare e scompare; ma anche la non vita, poiché quest'ultimo concetto coinciderebbe nel suo manifestarsi con quello di lavoro, quella attività pratica la quale per sé non è, bensì viene svolta solo in vista d'altro.

domenica 9 aprile 2017

Una cosa chiara.

Linguisticamente parlando, qualsiasi stato, incluso uno democratico, è un regime, in quanto regge un territorio per mezzo della propria struttura governativa.

sabato 8 aprile 2017

Tra le varie cose.

Tante si potrebbero dire sul kamikaze che sta fra il vento provvidenziale il quale respinse la flotta mongola dalle sacre sponde del Giappone - per nostalgicamente citare Ugo Foscolo nella sua chiabreresca declinazione - e l'ultimo suicida "teologico", a vantaggio (?) del quale il discorso su Dio che giustifica l'atto è svolto (più o meno) da un altro e poi averroisticamente infuso nel cerebro di chi deve uccidersi, in quanto quest'ultimo divenuto privo di qualsiasi forma d'intelletto proprio, in conclusione inutile. E però la sostanza è che quella manifestantesi nella Seconda guerra mondiale tramite l'agire dei piloti nipponici era al contrario in prevalenza l'epifania di una "religione della patria" di cui la divinità dell'imperatore era simbolo, quasi come quella della Roma antica ritenuta da alcuni migliore.

venerdì 7 aprile 2017

Egoismo.

Od egometismo, che è ancora più forte. Esso si esplica nel solo compimento di quelle azioni senza le quali il corpo individuale, singolare, particolare cesserebbe di esistere innaturalmente. Non ha a che fare in alcun modo colla soddisfazione di qualsiasi piacere, uzza, capriccio del soggetto.

giovedì 6 aprile 2017

L'italica...

...odierna ossessione per inserire in qualche modo da per tutto il cibo al solo fine di incassare una maggiore quantità di pecunia se non nell'immediato, poi, a non dir peggio è irritante; nella misura in cui non si tratta affatto di un'azione avente come nobilissimo scopo far conoscere la cultura italiana intesa nel senso antropo - sociologico, bensì di pura avaritia imbandita.

mercoledì 5 aprile 2017

Libertà ad intermittenza.

Per esempio: sostenere le richieste d'indipendenza avanzate da una porzione d'altro stato limitrofa al proprio territorio; ma opporsi con tutte le forze alle medesime richieste esposte da parti del "proprio".

martedì 4 aprile 2017

Sostenere.

Affermare oggi non esservi singolarità che sia senza importanza o secondaria crea difficoltà eccessive al semplice vivere poiché rallenta la produzione in un mondo in cui "produttività" è termine dal valore strettamente quantitativo. Un "molto" numerico, nel senso di Reihe veloce.

lunedì 3 aprile 2017

Conoscenza.

Nell'attuale società d'Occidente (Impero romano d'Occidente? Con tutto ciò che implica il raffronto colla storia romana?) delle competenze parcellizzate, con una tendenza ulteriore alla frammentazione, càpita di ascoltare un'intervista in cui una persona esorta il pubblico che non vede ad affidarsi ad un'unica categoria professionale onde sapere quali siano i fatti e quali no: la stessa categoria che vorrebbe presentarsi quale alfiere del pensiero critico. Ebbene, il pensiero critico è proprio quello che non si affida né ad una persona né ad una categoria per stabilire quali fatti siano veri, ma al confronto del maggior numero di fonti accessibili pensando (cioè soppesando) il più possibile da sé.

domenica 2 aprile 2017

L'assenza di regole.

Tale assenza, voluta (forse) dal "darwinismo economico - finanziario" di un presidente in carica ancora per tre anni abbondanti in uno stato assai potente, è un'assenza di regole per il mercato interno, pare. Si può supporre che valga anche per il mercato mondiale, o meglio per una certa idea di mercato mondiale. Sospettare che essa si intenda positiva fin quando in tale mancanza di norme vinceranno e sul mercato interno e su quello estero, finché in entrambi le acquisizioni saranno compiute da imprese del suo stato, è sospetto che porta all'altro: ossia che tale assenza di regole sia pronta a trasformarsi subitaneamente in "empia anarchia" da correggere con urgenza non appena il numero di imprese del suo stato od assimilabili in qualche modo che fossero acquisite, "vinte", dovesse salire ad una quantità abbastanza alta, la quale potrebbe essere: una.

sabato 1 aprile 2017

Da una parte.

Ossia, da un lato critiche negative imprecisamente feroci all'istantanea dell'uomo non medio ma sarcasticamente mediocre posto in mostra come parte e tutto del proprio gruppo di collaboratori (clientesne? Sgherri? O marionettisti più tosto?) da quello che è ritenuto attualmente l'uomo più potente della terra madre di tutti; dall'altro, l'ultimo presentatore, conduttore, etceteratore esteticamente comune elevato alla foto a piena pagina per un inserto di moda. Come rendere nulla l'efficacia di una polemica, che potrebbe anche essere reputata giusta, sul bongiornismo fenomenologico del politico di professione od aspirante tale.