sabato 8 aprile 2017

Tra le varie cose.

Tante si potrebbero dire sul kamikaze che sta fra il vento provvidenziale il quale respinse la flotta mongola dalle sacre sponde del Giappone - per nostalgicamente citare Ugo Foscolo nella sua chiabreresca declinazione - e l'ultimo suicida "teologico", a vantaggio (?) del quale il discorso su Dio che giustifica l'atto è svolto (più o meno) da un altro e poi averroisticamente infuso nel cerebro di chi deve uccidersi, in quanto quest'ultimo divenuto privo di qualsiasi forma d'intelletto proprio, in conclusione inutile. E però la sostanza è che quella manifestantesi nella Seconda guerra mondiale tramite l'agire dei piloti nipponici era al contrario in prevalenza l'epifania di una "religione della patria" di cui la divinità dell'imperatore era simbolo, quasi come quella della Roma antica ritenuta da alcuni migliore.

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