sabato 22 aprile 2017

Una.

Una pubblicità che, col passare dei giorni e delle letture "in cronaca" mi appare via via sempre più intelligente in mezzo al mare di consimili in cui la "creatività" sembra ai miei occhi pochissima (almeno se si vuol identificarla colla "originalità" in senso radicale), per quanto in rapporto al prodotto che vuole vendere sia in tale quadro di recente in corso di composizione decisamente sprecata, è quella che lamenta si debba per forza univerbalmente etichettare tutto, senza scampo.

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