mercoledì 31 maggio 2017

De problema amicitiae.

Chi organizza un agguato per uccidere una persona, e tanto più chi raggiunge lo scopo, non pare possa essere definito "amico" della propria vittima, né secondo la dottrina di Aristotele, né calcando le orme di Cicerone, né seguendo le spirituali indicazioni di Aelredo di Rielvaux, limitandosi a tre nomi. Alcuni discuterebbero di ciò ch'è circoscritto dal termine nel caso in cui l'omicidio avesse l'intento di sottrarre l'amico ad un altrimenti inevitabile troppo lungo futuro di torture ed altro da parte di un nemico.

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