domenica 7 maggio 2017

Fare gli italiani...

...non è facile come ancora mostra di credere certa gente, la quale d'altronde vive in alcuni ben ovattati palazzi non solamente a Roma. E, non essendo in tutto questione di ius sanguinis od altrimenti di ius soli inscritto nelle leggi, utilizzare l'uno o l'altro mero principio normativo e giurisprudenziale per definire il discrimine della questione non la risolverà definitivamente. Nell'Europa dei finti Stati - nazione (ma ciò non significa che sia dunque facile creare una identità europea), non solo i romagnoli, quando vogliono provocare, sottolineano le differenze sottili che li distinguono, romani grecamente civili, dagli emiliani incivili latino - barbari, od i bavaresi cavillano sulle differenze che li separano dai Sassoni ed ancor più dai Prussiani, per non parlare della belga dicotomia Fiamminghi e Valloni; ma Provenzali Bretoni e Borgognoni ogni tanto fanno lo stesso nei confronti dei Franchi là, per entro i confini della comunicativamente monolitica douce, evitando il più possibile di affrontare il tema di Baschi e Corsi, poi. La Spagna entità politica vive la contrapposizione, quella evidente, castigliano / catalano, ma ricordo sui newsgroup alcune rivoluzioni terrestri fa le tensioni Barcellona - Valencia etc.: e negli ultimi due casi parliamo di Stati teoricamente uniti, con alcune fluttuazioni della linea di confine, da circa seicento anni. L'antichità usò politicamente differenze sancite nel diritto per compattare un nucleo permeabilmente forte che garantisse in modo relativo la presa del centro sul territorio: l'inclusione in esso, raggiungibile per gradi, manteneva nello stato una od una serie di minoranze (penso semplicemente ai gradi socius, civis latinus, civis romanus nel caso degli abitanti del territorio romano), essendo comunque ogni insieme maggiore aggregato di parti minori, e ciò avveniva a fronte di provati meriti nell'assicurare la stabilità dello Stato, ossia posto lo sviluppo nell'ottica del premio. Ed anche così, se guardiamo per esempio a Roma antica, vedremo che Hispani (allora gli abitanti della penisola iberica) ed Afri giunsero tardi alla guida dell'Impero. L'unico mezzo di integrazione pressoché (non è detto poi del tutto) certo è il tempo, il quale, come il Gassendi di certe letture del suo pensiero conservato, smussa le asperezze delle varie posizioni, processo cui l'attività legislativa può solo collaborare, eventualmente da ciò ottenendo una qualche accelerazione, non mai attingere istantaneamente un risultato che sarà comunque temporaneo.

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