venerdì 9 giugno 2017

C'è differenza...

...tra "politismo" e cosmopolitismo; differenza fra ontologia, deontologia ed assiologia. Continuo a sostenere tra l'altro a) che ogni assiologia etica è una assiologia dell'etica particolare di una società; b) che l'etica aristotelica è una etica universale greca, la quale non considera affatto i barbari poiché inequiparabili ai greci, essendo i non elleni assai più vicini a bestie che ad uomini. Non si dà realismo etico, se si intende tale "l’esistenza oggettiva e indipendente delle cosiddette proprietà morali, come buono, giusto, ecc.", per cui esse, una volta definite, risulterebbero inaggirabili nel comportamento di tutti gli uomini. Un tale risultato metterebbe l'etica in relazione alla metaetica secondo lo stesso rapporto per cui nell'interpretazione Gautier - Jolif della Nicomachea c'è un rapporto più che stretto fra etica e politica, e tale rapporto sarebbe identico dovunque, ossia dovrebbe manifestarsi identicamente in qualsiasi luogo e tempo. Dunque, se la schiavitù era ammissibile in Grecia nel IV secolo Avanti Cristo, lo sarà anche nella Grecia attuale, e dovrebbero esservi concrete disposizioni di legge in tal senso. Non pare che così sia oggi nella legislazione dello stato con capitale Atene. L'assiologia della retorica va intesa nel senso che avendo la società particolare: a) necessità di definire alcuni concetti ai fini di una ordinata convivenza; b) ereditata una definizione relativamente stabile di tali nozioni, la "oggettività" d'esse è una oggettività che è il meno contrastato riconoscimento della loro adeguatezza a garantire una ordinata convivenza, sempre sottoponibile a critica ed a tentativi di modificazione non violenta, se lo stato è democratico.

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