mercoledì 28 giugno 2017

Come fare...

...esattamente ciò che si critica in modo negativo. Un intero libro di fustigazione del (finto) continuo italiano nuovo, della novità a getto continuo - che invero, tanto più oggi, non è carattere dell'Italia sola - e poi si scrive di un trasformismo politico come sorto negli anni Ottanta del XX secolo, quasi chi ne scrive non sappia che il Trasformismo risale ad assai prima e che, se il nome venne scovato per parlare di Depretis, della sua pratica "politica", quel fenomeno s'era nella Penisola diggià incarnato ancor prima del "Francia o Spagna, purché se magna". E dunque si fa nuovismo nel mentre lo si crocifigge. Il fondatore dell'elideismo - come lo lusingano(?) alcuni - profetizzò la rinascita della cosiddetta "grande balena bianca" nel momento stesso in cui essa dichiarò formalmente di essere morta. Sono bastati vent'anni per avere conferma di come la (troppo facile) profezia fosse esatta. D'altronde, se qualcuno stende il proprio certificato di morte, vuol dire che è vivo. Si ridicolizza il "nuovismo" di un paese, già indicato almeno da tre siculi con altri termini, per poi fare nuovismo?

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