venerdì 23 giugno 2017

Comunque...

...il diritto allo sciopero è un diritto. Un diritto necessario a tutte le categorie che, in quanto parti, sono minoranze rispetto alla "società" presa nel suo complesso. Lo sciopero è il diritto di una minoranza a mettere in difficoltà quell'insieme di minoranze che, viste in rapporto a lei indifferenziatamente, viene chiamato maggioranza, e la quale, se non avesse problemi gravi dalla variabile e non assoluta minoranza, non sentirebbe mai la necessità di concederle ciò che le serve per sopravvivere e / o vivere liberamente. Anche perché, il diritto a protestare che queste minoranze radunate in "maggioranza" rispetto ad una propria parte sembrerebbero pretendere che sia limitata per le proprie necessarie libertà, è lo stesso diritto che ciascuna delle parti della precedente maggioranza reclama come legittimo in espressione piena e svincolata per sé quando ritiene che certe sue prerogative siano oppresse o costrette entro termini insufficienti. Dunque, contrariamente ad alcuni supposti "autorevoli" pareri, non è affatto vero, almeno in democrazia liberale (non liberista), che una minoranza "non può prendere in ostaggio la maggioranza". In primo luogo perché ogni maggioranza è maggioranza in relazione ad una sfaccettatura assai particolare della vita, ma ogni individuo coltiva, esercita attività in cui è in minoranza rispetto a numeri più alti di persone che ne esercitano altre. Ma inoltre, se la conclusione fosse che, dato un simile stato, nessuno potesse propugnare i propri diritti, dovendo lasciare a qualcun altro i propri, si avrebbe la totale soppressione della libertà.

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