martedì 6 giugno 2017

Pure...

...Dante Alighieri fu neoteros. Un giovine che scriveva sonetti, ballate e cobbole in volgare alla moda - anzi, seguendo persino in quello il nuovo: "Voi ch'avete mutata la mainera", fustigò Bonagiunta - piuttosto che grammaticale e seria poesia latina. Uno, ch'avendo appena lasciate le ginocchia della balia, si dedicava a nugarelle da mandar per l'attorno addobbate di musica onde meglio impudicamente amoreggiare. Quell'adolescentulus folleggiante nel Fiore, nel Detto d'Amore nonché in Vita Nuova e Rime è certo oggi più conosciuto per la Commedia; ma "solo" a partire dalle canzoni dell'incompiuto Convivio poté da certi ambienti tradizionali esser visto come qualcuno che stava cominciando ad impegnarsi per non essere un tale che s'usurpava il nome di poeta. Non sarà infatti un caso che proprio nel Convivio leggiamo una famosa - per chi ancora prenda in mano quell'opera - difesa della lingua volgare come lingua con cui si può (non: si deve) fare letteratura, pure se in certo qual modo l'autore tenda ad affermare che sia necessario, nonostante la superiorità del latino (superiorità incontestabile), scrivere degnamente in volgare; non sarà di nuovo un caso che abbia tentato di fornire un'opera che, mostrando l'alto grado di costruzione caratterizzante le canzoni in volgare, giustificasse la letterabilità di una lingua aulicamente non morta e sopralocale in latino. Discutendo perciò dell'ammissibilità di un'opera nel canone letterario - ma non solo - bisogna ben ricordare che un certo numero di quelle oggi ammirate non sono affatto nate riconosciute come appartenenti ad esso, né tantomeno quali capolavori. Si dice, in fondo, che con Dante nacque la letteratura italiana, e non si sbaglia, da una certa prospettiva: sebbene Guinizzelli fosse letto ed ammirato in Toscana nonostante fosse bolognese; benché i Siciliani fossero stati toscanizzati, solo in quel modo vennero assimilati dal centro culturale più vivace della penisola, pur se la loro lingua già non era strettamente locale. Dante, abbiamo visto sopra, si propose apertamente di superare in letteratura volgare le varie favelle della penisola, e dunque di fondare una sua letteratura particolare all'interno del Sacro Romano Impero Germanico. Dunque, esiste l'arte popolare? Molta di quella che consideriamo arte sublime sopravvissuta al tempo fu comunque ritenuta spesso ai tempi suoi scrittura che indulgeva ai gusti della plebe.

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