giovedì 15 giugno 2017

Tra l'altro...

...parlando o, come nel caso in cui mi sono imbattuto, scrivendo dell'Afghanistan come "paese fra Oriente e Occidente", niente si oppone a che il lettore intenda col primo termine l'India storica - che invero sotto i Maurya comprese quasi tutto l'attuale stato afghano, precedentemente occupato da persiani e macedoni - e col secondo l'Iran (il suffisso -stan è persiano, e le lingue ufficiali dell'Afghanistan, dari e pashtun, sono iraniche e quindi indoeuropee, come l'urdu che è però classificato lingua indo - iranica), così escludendo del tutto l'iliadico, sofocleo e licofronico conflitto irredimibile tra Grecia e Troia, fra Asia ed Europa, e riportando i riferimenti tutti all'interno del più grande continente del mondo, di cui l'Europa è una appendice più culturalmente che fisicamente delimitata. I punti cardinali sono relativi, mobili più somigliantemente alla porta che vi è fissata, che ad altro teoricamente più stabile, se pietoso è l'Ennosigeo. Teoricamente perché oltre i terremoti egli opera, seppure noi non ce accorgiamo, secondo la teoria della deriva dei continenti. Della mobilità di tali riferimenti fanno fede gli elleni stessi, se è vero - come pare sia - che nominassero Esperia l'Italia in rapporto alla Grecia definita oggi "propriamente detta", e l'Iberia occidentale rispetto all'Italia ed alla Grecia. Le "colonie" dell'Asia Minore (Mileto, Alicarnasso, Efeso, Smirne etc.) infatti, come dimostrato dall'agire di Atene antecedentemente alla prima spedizione persiana, erano considerate Grecia. Se l'espressione "Magna Grecia" da una parte sembra qualificare i territori dell'Italia meridionale e della Sicilia come qualcos'altro rispetto alla (piccola) Grecia compresa tra la costa anatolica e l'Epiro, dall'altra li indica comunque quale "Grecia". Alessandro il Molosso e Pirro l’Eacide tentarono la conquista dell’Italia meridionale. Si può supporre, tornando all'inizio, che per la mente ellena, dove vi fosse un insediamento greco, là fosse pure la Grecia. E determinati monumenti letterari sembrano dare un fondamento a qualcosa di più che una supposizione.

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