mercoledì 12 luglio 2017

I materiali...

...dell'architettura non sono, dice qualcuno che ha studiato anche filosofia teoretica e si è interessato di letteratura forse coll'idea di una filosofia della letteratura, solo cemento e vetro. Infatti i suoi materiali sono anche, a volervi di nuovo accedere, il granito, il legno, il marmo, l'argilla dei mattoni e pure altri. Comunque: non è mai stato finito, in questi mesi, un testo pur iniziato sul problema dell'architettura perlopiù vista come sorella povera delle altre arti, come una quasi arte in rapporto a quelle "vere", da far comparire qui. Leggendo il testo che è movente di questo scritto, riemerge il problema che prende la riflessione su quest'arte, che è grave di fronte all'impostazione della parte superstite della filosofia occidentale. L'architettura in questa visione è una attività troppo "strumentale", oltre che troppo materiale e da compiere per mezzo di gruppi e non nella solitudine del genio creatore, per essere una "vera" arte. Invece di "liberare lo Spirito" (si veda il maiuscolo della parola - "chiave" monoteisticamente od hegelianamente, è lo stesso, poiché il sistema del pastore fallito di Stoccarda ha due scopi: giustificare la sottomissione cieca allo Stato, tedesco o, alla fine, specificamente prussiano; e porre "razionalmente" il Cristianesimo quale religione definitiva dell'Umanità), progetta e dirige la costruzione di "vili" involucri fisici per i corpi umani. Prigioni e tombe, gli edifici frutto dell'architettura, che si aggiungono alla carcere che già sarebbe la carne del corpo virile - ancora nell'Enciclopedia ultima la donna è un accessorio, piuttosto una "femmina": foemina, foetus -. L'architetto "pensatore" è bloccato, nel corso del XXI secolo dell'era cristiana, in questa visione, in questa prospettiva con un unico punto di fuga: se ne esce, per la tendenza dicotomica mediterranea e non solo, cade in una interpretazione materialista capital - (/) comunista, e benché Lukacs abbia tentato di elaborare un'estetica "volgare" proletaria ed industriale per dare il primato in cultura alla classe antitesi della borghesia, il problema rimane per la maggior parte legato ai suoi termini precedenti. Se non si trova la via d'accesso al punto che l'uomo è un sinolo, questo statuto per cui l'architettura non è abbastanza buona e quindi non è ammessa all'empireo delle pure Arti Belle; ma non è neppure abbastanza "malvagia" per essere accolta nella plutonia schiera dei "volgari" mestieri per divenir ricchi, continuerà a tormentare l'anima di certi architetti come un marchio d'infamia. L'elenco dei materiali all'inizio perché la protesta è comunque afflitta da riduzionismo, che acuisce il guasto, mentre è bene ricordare la varietà. Sono cambiati i tempi da quando essere qualcosa di "architettonico" era titolo di merito.

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