sabato 1 luglio 2017

Non è quasi mai...

...una buona idea attestare le proprie truppe in una conca, cioè in una posizione sovrastata da alture, dalle quali il nemico potrebbe colpirti avvantaggiandosi della posizione superiore. Ci sono varie possibilità di ridurre il rischio, e solo una in cui, con molta attenzione, tale posizionamento può essere la premessa di una vittoria: 1) la posizione inferiore orograficamente è "coperta" da una netta superiorità aerea; 2) l'artiglieria a disposizione è numerosa, potente, ben rifornita e correttamente dislocata, in modo da spazzare vette e crinali; 3) anche le alture sono validamente tenute da guarnigioni; 4) l'apparente posizione di debolezza è in realtà un agguato. Lo svantaggio può essere supplito in modo naturale od artificiale pure da condizioni le quali costringano il nemico dal punto di vista generale in vantaggio a far uso di una direzione d'attacco obbligata, a poter attaccare solo dall'interno della conca e - meglio ancora - da ostacoli naturali ed artificiali ulteriori che riducano la sua capacità di manovra e possano fare da luoghi di attestamento difensivo (corsi d'acqua, dossi etc.). Che le conche siano pericolose è dimostrato dallo svolgimento dello scontro di Senafé, in cui bastò una batteria di cannoni perché gli italiani riuscissero, piazzandola su di una altura e bombardando l'accampamento nemico, a mettere a mal partito gli etiopi. Quanto al rifiuto di combattere opposto da parte degli etiopi alla "offerta" italiana vicino ad Adua il 24 Febbraio 1896, si veda il principio semplice esposto in Strategia I.

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