martedì 22 agosto 2017

Autofagia.

Una potenza geopolitica senza almeno due nemici che consideri credibili deve cercare di inventarne. Perlomeno medi sono necessari a getto continuo perché possa mantenere la propria forza, perché gli individui suoi strumenti possano concentrarsi su di un ostacolo esterno da abbattere, proiettare la potenza compressa al di fuori dei confini. Una potenza senza nemici esterni su cui sfogare la propria forza finirà per lacerare sé stessa (Pharsalia I). Roma dopo la fase delle guerre civili si espanse marginalmente ancora per qualche tempo (Pannonia, Dacia, Britannia); tuttavia, il principale movente d'espansione territoriale di uno stato nell'antichità era l'agricoltura: dunque, non essendo la "Germania" particolarmente appetibile secondo le tecniche di coltivazione dell'epoca, la disfatta di Teutoburgo fu il pretesto "ottimo" al fine di rendere più d'una speranza quella che avrebbe voluto poter limitare l'intervento imperiale nei confronti di quell'insieme poco chiaro di popolazioni all'uso dell'oro e di qualche guerra di "alleggerimento" colla quale raggiungere il fine di stabilizzare l'Occidente. In Oriente dopo il I secolo a. Cr. la politica precedente di riduzione (?) di alcuni stati di dimensioni più o meno piccole a satelliti che potessero collaborare nella difesa dei confini divenne impossibile verso la Partia perché i romani avevano "perso l'occasione" fra l'inizio del III sec. e di quello successivo di arrivare al confronto prima che essa avesse relativamente consolidato il dominio su di un territorio significativamente esteso; fu dunque altrettanto impossibile una operazione del genere coi Sasanidi in un tempo in cui l'arida distesa per cui s'aggiravano barbari in pelliccia s'era già trasformata in un problema militare consistente: era conseguentemente improponibile distruggere la potenza persiana nell'intento di intimorire i Germani. Perciò Roma si chiuse in sé stessa del tutto a partire dal II secolo d. Cr.. Fu così che si diede di nuovo all'autofagia, con tutte le conseguenze successive. Oggi, lo sforzo postbellico compiuto da uno stato federale in massima parte per procura e volto a rimanere esso l'unica potenza militare di livello mondiale è giunto ufficialmente a compiersi: il processo di creazione di nuovi nemici che in un modo o nell'altro è riuscito a portare avanti negli ultimi trent'anni scarsi è probabilmente destinato a continuare formando nuovi Daci ogni tanto, altrimenti esso rischierebbe di dover divorare i propri alleati, e quindi sé stesso. Questo però è probabile che significhi, soprattutto con certe guide, la necessità per gli alleati di rassegnarsi fino al calare di quella esuberanza relativa, a far la parte di un utile Erode e di un proficuo re della Commagene agli occhi dell'egemone.

Nessun commento:

Posta un commento