giovedì 10 agosto 2017

Distinzioni.

In società "arcaiche" spesso "diritto" e "religione", se non si identificano del tutto, sono molto vicini e comunicano, hanno scambi. Osserva Julien Ries in un trattato sul sacro che in Grecia religione e legge erano entrambe definite sinteticamente - cioè dando una unica posizione - dal termine nomos. Bisogna tuttavia osservare che, mentre la linea teorica di Alessandro Magno rende qualsiasi uomo cosmopolita, cancellando la distinzione tra greci e barbari ancora saldamente fondata nel suo maestro Aristotele, la civiltà ellenistica vive il conflitto fra le due concezioni. Si aggiungerà che l'equiparazione fra barbari e greci nel pensiero del Magno era favorita dall'unificazione delle due separate categorie in quella di suddito del monarca, sicché potremmo vedere certe resistenze culturali sotto questo profilo di città o leghe greche come il persistere della distinzione fra cittadinanza e sudditanza (la cittadinanza è uno stato legale che si configura come il possesso da parte di un individuo di determinati diritti di vario tipo; la residenza nel territorio di una città / lega, anche da libero, non significa automaticamente cittadinanza - si veda il meteco -.

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