mercoledì 23 agosto 2017

E' pure vero...

...che per una certa visione delle cose, la distinzione fra "civile" e "militare" è di comodo, dato che ogni civile è stato o sarà per un periodo militare e, rimanendo anche sotto le armi cittadino dello stato che per quel periodo gli fa indossare la divisa e che per una serie più o meno lunga di anni lo considererà richiamabile ai ranghi di combattimento, ogni edificio e strumento militare è in ultima istanza civile, in quanto utilizzato da un cittadino allo scopo in primo luogo di proteggere da una aggressione in armi organizzata su vasta scala altri cittadini. Dunque, per esempio, ecco un punto dove la diffusa equivalenza dei nostri giorni residente = cittadino entrerebbe assai in crisi, dato che non tutti i residenti dello stato in età atta a portare le armi sarebbero in caso di guerra richiamabili da quello stato stesso (casi nella Prima e Seconda guerra mondiale di residenti in uno stato imprigionati dalle autorità del luogo in quanto cittadini dello stato nemico).

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