giovedì 14 settembre 2017

Cittadini, non cittadini.

La maggior parte dei primi cristiani non era affatto composta da cittadini: romani, per di più; erano bensì sudditi dell'impero, fatto che garantiva loro alcune tutele. Solo dopo che erano trascorsi circa due secoli dalla comparsa del cristianesimo, ed appena cent'anni prima dell'Editto di Costantino, editto di tolleranza e non di erezione della religione cristiana a dovere (officium), tutti i sudditi liberi dell'impero romano divengono contemporaneamente cittadini romani, e non cives latini, adtributi, peregrini... E dunque, anche allora, non tutti i sudditi, ma solo coloro che godono di stato libero. Non tutti i cristiani perciò, anche dopo la decisione decretata da Caracalla, venivano annumerati tra i cittadini. La questione venne - esteriormente - semplificata in sèguito, ora a favore della sudditanza, ora dello stato di cittadino. Sussiste pure in stati democratici, quantomeno nella teoria, diversità tra cittadinanza e residenza in uno stato.

Nessun commento:

Posta un commento