venerdì 22 settembre 2017

Dunque è qui lo snodo.

Penelope Gouk, Music, science, and natural magic in seventeenth - century England, pagina 3: "Our goal is to provide models of the past that are of ever - increasing complexity, but without loss of clarity". Descrivere il passato con una sempre crescente complessità, ma senza perdere chiarezza. Ciò si ottiene utilizzando modelli, i quali però sono modi, non la resa della complessità stessa. Dunque il "rispecchiamento" si ottiene accrescendo la complessità resa dal testo, e tuttavia mai ottenendo di rendere tutta la complessità. Si badi appunto a "rispecchiamento" in relazione al tema elideista dell'imperfezione dell'immagine allo specchio e - ovviamente - ad un certo ungherese. Il fine disperato dell'elideismo è che il fenomeno rispecchiato sia il meno possibile ridotto anche nella descrizione.

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