giovedì 28 settembre 2017

Premessa.

Sempre tenere a mente il greco tema della "bella bugia", leggendo l'Odissea. Di seguito: Ulisse è un eroe in quanto discendente da un dio. Ancor dopo ed in connessione a quanto precede: la morte di tutti i compagni d'Odisseo, limitandosi in massima parte nella discussione alla macchina del poema, avviene: a) poiché puniti in grazia della loro empietà, per cominciare; b) a causa della istintiva intemperanza di cui sono macchiati; c) ad indicare la forza del Caso, del Destino (come vi piace): o piuttosto dell'ira e della protezione divina. In un'ottica postmoderna Ulisse tradisce la moglie; ma persino tradisce le sue amanti e protettrici, "astenendosi" solamente da Arete e da Nausicaa: rispetto per l'ospite maschio / marito greco ed i suoi privilegi sulle in modo compiuto "esclusivamente" umane sue donne. Circe e Calipso sono "libere" dee - la tanto discussa ambasceria di Ermes araldo di Zeus alla seconda -. Insisto: cercare il più possibile di valutare il paganesimo, le sue opere superstiti, con un metro interno ad esso, e non con quello del successivo (suggestivo?) postromantico monoteismo attuale. Il substrato culturale della civiltà di estrazione mediterranea nella sua presente forma religiosa influenza anche il giudizio di un ateo "razionalista", che avrebbe da vigilare prima di tutti su sé stesso. Si veda D'attorno alla "pia ipocrisia" di Enea e sua Addizione.

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