martedì 31 ottobre 2017

La "precedente...

...massima immorale" è tale per un uomo che voglia convertirne un altro in rapporto alla cultura del primo confrontata con quella del secondo. Il convertitore, che - come scrissi in una bozza - parte per abitudine dal presupposto che le prescrizioni, i modi di vita (diete) della sua cultura siano le migliori perché con quelle è stato educato, avvertendo una diseguaglianza nel comportamento del convertendo rispetto ad esse, per ciò stesso giudica quelle, e le massime che le sostengono, immorali, quando non amorali, e tende ad ottenere che il proprio "discepolo" adegui le une e le altre a quelle che ritiene giuste. In determinate situazioni, ciò genera quello che variamente è stato definito "ipocrisia", "socinianesimo", "comportamento da marrano", a seconda dei luoghi e dei tempi, poiché ogni essere umano desidera comportarsi in ogni tempo ed in tutti i luoghi seguendo le sue consuetudini e, se possibile, fare sì che piuttosto anche gli altri le seguano.

lunedì 30 ottobre 2017

domenica 29 ottobre 2017

Il sogno...

...alcuni potrebbero dire che sia modo per liberarci di "residui" - medicina greca e non solo - perigliosi.

sabato 28 ottobre 2017

C'è una sottile (Biblioteca di Babele VI)...

...differenza tra "esperienza estetica" ed estetica in senso ristretto, benché quest'ultima disciplina abbia l'intento di spiegare come avviene (e spesso, come dovrebbe avvenire) il primo fenomeno. La ricezione del lettore si può pure dividere in tre / quattro modalità: 1)quella del lettore senza formazione specifica; 2) quella di colui il quale ha tale formazione ma non un ruolo riconosciuto ufficialmente; 3) quella del critico riconosciuto - altrimenti detto "professionale" - del campo, eventualmente più aggiornato sulle ultime tendenze ermeneutiche rispetto agli altri "tipi" di lettore; 4)l'autore nell'atto della lettura. Quest'ultimo infatti è comunque lettore, delle opere altrui e delle proprie, sicché ogni volta che rilegge un libro dopo che ha inserito nuove letture prima di tornarvi, la sua percezione si può supporre modificata perché modificata la sua memoria letteraria. A quest'ultima, più fortemente ancora oggi che in passato, bisogna aggiungere l'influenza dell'incontro non solo con altre "arti" ma con altre discipline, non necessariamente voluta né analizzata (dibattito sull'influenza del ciclo figurativo della Gigantomachia rappresentata nel frontone dell'Olimpiaeon agrigentino sul testo del neviano Bellum poenicum, per rifarci ad un tema prossimo nel tempo: in questo senso si vorrebbe fosse possibile modificare la nozione di "orizzonte d'attesa"). E l'autore è lettore anche nell'atto di fare letteratura per la memoria di cui sopra benché, di nuovo, non sia cosciente di tutta la sua estensione né domini la sua interezza coscientemente.

venerdì 27 ottobre 2017

Pretendere...

...che il solido corpo dell'attore risponda nella sagoma alle linee della raffigurazione tradizionale del personaggio troppo precisamente - prima del fumetto, già esisteva l'illustrazione libraria, già pittura e scultura avevano disputato alle lettere la precedenza nella formazione dei cicli - vale come esigere che il primo, per interpretare sulla scena un satiro, debba esser nato col piè di capra. Tutt'al più indossi come nei tempi antichi una maschera colle corna, che sia interpretativamente di vetro.

giovedì 26 ottobre 2017

Un "luogo"...

...tende sempre a vedere sé come centro; dunque un dibattito europeo sulla demagogia che sarebbe sottesa allo "spostare il centro" della storia dal continente - appendice del nord a quel continente collegato da un piccolo cordone all'Asia ponendosi a sudovest di essa, ha un che di ridicolo. Nel momento in cui l'Africa può esprimersi indipendentemente sulla storia del mondo e sulla propria, cos'altro possiamo - dobbiamo, persino - aspettarci da essa, se non che si ponga al centro del mondo? Partirà dalla teoria ancora maggioritaria di essere stata la culla dell'umanità e di aver dato origine - quando proprio si voglia insistere ad esaltare i suoi "margini" - ad una delle più antiche, se non alla più vetusta ed a lungo maggiormente avanzata civiltà del pianeta; poi ci parlerà delle ripetute invasioni di quello stesso settentrione da parte di asiatici ed europei durante l'evo antico, dell'organizzazione di stati da parte di mauritani e numidi etc. etc. mentre a sud il continente proseguiva in uno sviluppo "originale, indipendente". Quindi, passata a quello che gli europei chiamano Medioevo, vedrà forse nell'arrivo degli Arabi e dell'Islam un movimento di liberazione politica e religiosa del Nord dall'oppressione asio - europea che si spinge fino al centro di essa - per quanto la cultura araba e la sua religione siano anch'esse qualcosa di esterno all'Africa che potrebbero sentirsi spinti certuni a rifiutare in quanto altrettanto estranei al continente ed altrettanto imposti colla violenza - per chiudere coll'occupazione di tutte le terre africane da parte dei regimi coloniali situati a nord delle coste mediterranee e durata, in forma politica diretta, nelle sue ultime propaggini fino a quarant'anni fa. Si può interpretare la storia anche attraverso una centralità "passiva" e tramite la narrazione della resistenza agli insulti e della riemersione da tutti i rivolgimenti, con tutti i vari cascami di una "pessima retorica" non sconosciuta a chi ora potrebbe sembrare voler strumentalmente richiamare all'ordine. Di nuovo, ogni "persona culturale" si pone al centro, e dunque l'Africa sarà pur sempre al centro di un dibattito storiografico, anche ammesso che venga scalzata da tale posizione in quello euro - occidentale (Europa, Stati Uniti, Canada, Austalia, Nuova Zelanda e qualch'altro): il proprio. E non ha torto a farlo adesso, né lo avrebbe portando avanti il punto in futuro, come per mezzo di varie sfumature certo farà. La domanda se l'Egitto sia Africa, secondo la dottrina geografica attuale - in Europa, nelle Americhe, in Oceania, non solamente ed "egoisticamente" in Africa - può avere una sola risposta: sì. Certo, per le culture dislocate lungamente in Asia ed in Europa l'Egitto è stato, per vari motivi fra cui il significato della parola stessa in greco, Asia: come l'Europa finiva al Don.

mercoledì 25 ottobre 2017

Ci sono attese...

...le cui intenzioni sono genuinamente innocue, ed altre che si preparano a forzare la volontà del differente individuo: poiché però le interpretazioni della prossemica di un'altra persona sono per i più disparati motivi soggettive, può benissimo darsi che un comportamento il quale vorrebbe saldamente afferrato quale di primo tipo, sia letto dall'opposto nel turbine degli eventi come di secondo; ed uno ascrivibile al secondo nell'irrefrenabile susseguirsi degli accidenti venga visto come di primo.

martedì 24 ottobre 2017

Il Bellum poenicum...

...fu considerato per qualche anno nei domini romani un "nuovo classico" della letteratura: presto venne sostituito dagli Annales di Quinto Ennio, i quali volarono per le bocche degli uomini mantenendo vivo il loro autore finché un'opera nel parere di Properzio più grande dell'Iliade non l'ammutì. Per qualche tempo, ossia finché Frontone ed altri contemporanei non esaltarono (Manilio)per la seconda volta Ennio - e, nel mentre, ancora Nevio - preferendo il poema dell'uno e quello dell'altro al testo augusteo dell'Eneide, nella vulgata della scolastica irreversibile necessità evolutiva capolavoro eterno e inviolato - che pure ebbe a ritornare in seguito sulle vette (?). Circa un uomo che decreta per l'eternità quale libro sia degno dell'immortalità e per quale la dignità non valga.

lunedì 23 ottobre 2017

Che proprio...

...da una interpretazione "greco - alemannico - franca" della statistica, per cui dal fatto che una pratica sia maggioritaria in una o più popolazioni deriva l'obbligo delle minoranze ad adeguarsi a quella pratica, discendano certe leggi che in alcuni luoghi tempo fa comminavano multe ai giovini, tanto più se di sesso maschile, che non si fossero entro una certa età debitamente coniugati?

domenica 22 ottobre 2017

Non c'è...

...progresso, se ci si limita a voler eseguire solo quello che è effettivamente eseguibile nelle condizioni che ci sono attuali. Non solo a farlo, ma a voler farlo. Tentare di spostare il limite verso un ampliamento del numero di azioni effettivamente eseguibili è ciò che ha portato e porterà il progresso, benché pure il regresso sia occorso. Altro aspetto da discutere sarà poi se il progresso per esser tale debba manifestarsi a salti, o con un procedere più continuo.

sabato 21 ottobre 2017

Alla fine...

...di dotte o meno discussioni sul tema, si potrebbe perfino concludere in favore del fatto che nessun sentire è "nostro", in uno scrittore. Anzi, affermando vari critici intervenire un distacco, un'estraniazione dell'autore dall'opera pressoché immediatamente dopo la conclusione dei preparativi per la pubblicazione del manoscritto, potrebbe sintetizzarsi il concetto coll'affermazione che nemmeno l'autore è proprio, se si affrontano da un lato l'idea dell'autore proveniente dall'opera, e la sua mutevole permanenza fisica e mentale, che la prima oltrepassa nella maggioranza dei casi. Alcuni in opposto segnalerebbero più casi di note d'autore ad esemplari della propria opera, che si tratti di copie non allestite dall'autore, o di esemplari della stampa. Tuttavia, continuando l'elideista a propugnare la non esistenza di una "cultura occidentale", di una "cultura indiana" etc. quale iperuranica unità da cui discenda ad particularem l'opera e l'individuo singolo, deriva che è più credibile sia solo astraendo dalla letteratura incarnata nel singolo volume, unicamente attraverso il confronto fra più opere e copie, e generalizzazioni operate dal particolare lettore - guidate o meno - che l'uomo costruisce la Letteratura e la "letterarietà". Dunque qualsiasi Nobel della letteratura "non è nostro" (come potrebbe, se non è neppure proprio?), e tutti possono divenire tali solo parzialmente, come i non premiati dall'Accademia di Svezia in qual si voglia "campo".

venerdì 20 ottobre 2017

La domanda...

...sarà pure paradossale, provocatoria ed indignante, ma: insomma, quando è "permesso" a Madonna Morte prendere un essere umano?

giovedì 19 ottobre 2017

Per spiegarsi...

...la reazione di certi stati alle richieste recenti d'indipendenza di proprie parti, si può per esempio leggere l'esordio del corpo principale dell'Orbis politicus imperiorum di Georg Horn, risalente al 1670 (2): "I. Supremus scopus omnium politiarum est propria conservatio". Continua: "Haec conservatio, quae est anima rempublicarum et vita, complectitur duas partes: conservationem quocumque modo, etiam cum iactura vel opum atque divitiarum, vel regionum atque subditorum [...] Nam non tantum debet conservari respublica in eodem statu, sed quantum fieri potest [...] eius incrementum et propagatio quaeritur" (2r). Se è vero che fra "potest" e "eius" si trova l'inciso "quantum fieri potest per licita media", non si potrebbe poi così assurdamente pensare che esso sia riferito ad una limitazione che riguarda gli strumenti da usare per l'ampliamento del dominio, mentre nel caso del mantenimento bisogna riferirsi al precedente "in qualunque modo", precisato dal "anche dilapidando beni e ricchezze (con rovina) delle regioni e dei sudditi".

mercoledì 18 ottobre 2017

È essenziale...

...imparare a sopportare la mancanza delle cose e delle persone: soprattutto di queste ultime, più facili a perdersi di quanto ritiene la comune opinione.

martedì 17 ottobre 2017

Ordunque...

...come potrà un "filosofo greco", che quando non legge, ascolta recitare Omero nelle più varie forme ed occasioni; al quale sarà capitato di assistere a tragedie e commedie; come potrà un "filosofo greco", che sente parlare del tale e del tal altro eroe come discendente diretto od indiretto di un dio, farsi un concetto dell'anima - della psuche - come "partecipe della natura divina"? Forse ricavandolo analogicamente dalle narrazioni di cui sopra?

lunedì 16 ottobre 2017

Nella prospettiva...

...elideista, una eventuale non conoscenza del greco (classico: normativo, "grammaticale". Una base ed un punto di partenza, non una verità immobile ed esaurita), come non sapere il serbo - croato, è solo uno stimolo ad imparare: sia nel primo caso, che nel secondo.

domenica 15 ottobre 2017

Tocca ascoltare...

...una distinzione tra bene culturale e musica: saranno contenti i conservatori, i teatri coi loro archivi di musica e pubblicazioni sulla musica. Dichiarazione di chi ha la presidenza di un'associazione culturale.

sabato 14 ottobre 2017

Il dimezzamento...

...di una minoranza non è il raddoppio di una maggioranza. 16 - 8= - 50%; ma 84 + 8= 92 = +9,52 % (concediamo 9,53. Ossia approsimazione per eccesso), non + 100%. Qualcuno già in passato sottolineò l'esistenza di una "pessima retorica" dei numeri.

venerdì 13 ottobre 2017

Nulla impedisce...

...in una democrazia parlamentare il cui sistema per le elezioni sia proporzionale, di presentare ai comitia, alle elezioni, una coalizione "bloccata", per cui ciascun partito che ne sia componente prometta ai cittadini di formare il governo solo se quel ben preciso gruppo di partiti raggiungesse colla somma delle proprie percentuali di voto la maggioranza perlomeno relativa, e non con chiunque. Per confutare chi istituisce una relazione necessaria fra proporzionalità ed impossibilità di coalizioni stabili formate anteriormente al voto. Pare possibile, ed anzi, più che auspicabile perfino necessario, che l'accordo di coalizione sia fondato su di un pregresso consenso circa un programma d'azione politica.

giovedì 12 ottobre 2017

Socialmente...

...risultano tre verità dell'azione: 1)quella che si conforma, volontariamente od obbligata, alla particolare convenzione maggioritaria; 2) quella che palesemente le si oppone; 3) quella in cui praticamente - non in senso lato - il soggetto si adegua alla convenzione, ma l'Altro interpreta che egli vi si opponga.

mercoledì 11 ottobre 2017

L'elideista, pure...

...ama il latino; a meno che non si trovi di fronte al latinorum "politico" / giornalistico usato per appiccicare nomi alle riforme - del sistema di voto, solitamente -.

martedì 10 ottobre 2017

In alcuni casi...

...che non sono quelli "soliti" di comunismo oppure illuminismo, non sembra si possa escludere la professione di ateismo dall'ambito di quelle religiose, se il fondo si esplica in un vincolo mentale il quale voglia pure imporsi agli altri "che non comprendono".

lunedì 9 ottobre 2017

Dire che...

...la brama d'onori è antiellenica, e che dunque un "Socrate" affermante la necessità di astenersi dagli onori fosse perfettamente ellenico, avrebbe confermato l'idea nietzschiana che la grecità socratica, se Omero fu la "Bibbia" della Grecia fino a Socrate, fosse una grecità antigreca, posto l'Achille vivo quale greco perfetto.

domenica 8 ottobre 2017

Qualcuno...

...potrebbe dire che nulla è oltre la politica. Metapolitica? E "metà" in greco è una preposizione che introduce il complemento di compagnia.

giovedì 5 ottobre 2017

Per alcuni...

...anche fra i realisti, il sintagma "realmente pensato" non è che una contraddizione in termini, sendo che "pensare qualcosa" è astrarre nella mente la concretezza dell'oggetto individuale (si veda l'antistenica negazione della cavallinità). La concordanza di giudizio fra più individui su di un tema conferma la concordanza stessa, non l'esattezza ed universalità di quanto "sotteso", "sottostante" all'idea, la quale ultima inizialmente è convenire ad un'immagine, rappresentazione (=fantasia), concetto di più individui. Od a molti suoi elementi.

mercoledì 4 ottobre 2017

Ogni sistema...

...il quale voglia presentarsi come uno che, attraverso il ragionamento, rintraccia il principio che dev'essere raggiunto perché una proposizione, un comportamento, una cosa sia vera, con ciò stesso "non ammette la libera scelta dell'individuo" (Antonio Labriola La dottrina di Socrate secondo Senofonte, Platone ed Aristotele, pag. 58).

martedì 3 ottobre 2017

Un ricercatore...

...non di necessità vuole collegare il passato al futuro; potrebbe voler collegare ciò che imperfettamente è definito dal primo termine al presente: egometisticamente al proprio presente, e non per accedere a qualcosa che sia esterno all'oggetto di studio (non per obbligo specializzato), ma per desiderio di esso. Collegare, non unire.

lunedì 2 ottobre 2017

A parte il fatto...

...che per certe persone paia avere importanza solo avere un nome diverso da quello ricevuto - e ciò nonostante migrino da una cultura che afferma l'importanza dell'essenza e non del nome ad una che proclama altrettanto - portando all'estremo la tendenza in cui l'ha preceduto chi lo "costrinse" nel mondo; càpita che un ex - cantante appena tornato cantante sostenga come l'informazione vada bene solo quando non distorca la Verità. Ma la Verità qual'è? Prendiamo la composizione musicale: la Verità è il sistema "classico" occidentale, che pure si è stabilizzato piuttosto tardi? E' la dodecafonia, la quale ha contestato quanto sopra abbastanza presto? E' il sistema di ispirazione africana che sarebbe alla base di blues e jazz, per fare i nomi più conosciuti? E' una mescolanza "equilibrata" dei primi due sistemi o dei secondi due? Del primo e del terzo, invece? Di tutti e tre? E' il sistema greco antico, che faceva musica su altre basi, per quel poco che ne sappiamo, e che alcuni già indicavano come corrotto rispetto ai "bei modi antichi", quando ancora la civiltà greca "classica" era viva? Ed altre civiltà musicali, che non del tutto consapevolmente lo pseudoblocco euro - statunitense sta cercando di far estinguere? Qual'è la Vera Musica? Ciascuna delle musiche sopra elencate, composte ognuna seguendo non troppo rigidamente le regole in quanto per l'elideista ogni sistema rimane comunque aperto, è musica vera. Posto, "ovviamente", che anche le regole del singolo sistema mutano nel tempo: in relazione alle capacità degli strumenti disponibili per costruire musica, ad esempio, che è una disponibilità discontinua. Qui ci si piega all'uso dell'aggettivo "musicale" come descrivente solo l'attività protetta da Euterpe e non quelle tutelate da Clio, Talia, Melpomene etc., musiche anch'esse, poiché ebbero per patrone muse: per un certo tipo di neopagano, le avrebbero ancora.